La regione Alpina rappresenta una zona ad elevata sensibilità
dal punto di vista ambientale ed economico, costituendo una
barriera naturale da superare per assicurare gli indispensabili
collegamenti con gli altri paesi europei.
La soglia di attenzione a livello nazionale e comunitario sul
tema è particolarmente elevata: lo stesso Libro Bianco
sulla politica comune dei trasporti per il 2010 riconosce la
necessità di individuare soluzioni definitive, che consentano
di identificare valide alternative al trasporto su gomma ed
assicurare la piena realizzazione della libera circolazione
delle merci e delle persone, che è il cuore del mercato
interno e del Trattato di Roma.
Il quadro attuale è caratterizzato da una situazione
estremamente difficile: gli ostacoli naturali sono aggravati
dalla presenza di vincoli amministrativi, misure di contingentamento,
ritardi infrastrutturali.
L' "emergenza valichi" da congiunturale rischia di
diventare strutturale con gravi danni in termini di maggiori
costi di trasporto sostenuti dalle nostre imprese e conseguente
perdita di competitività.
La politica dell'Italia in materia di valichi alpini parte proprio
da queste premesse, inquadrando il problema in chiave di completamento
del mercato interno e libera circolazione.
In tale quadro assumono particolare rilevanza la realizzazione
dei progetti transfrontalieri di interesse comune del Tunnel
di base del Brennero e della linea ferroviaria Torino-Lione,
e la valorizzazione delle "autostrade del mare".
L'obiettivo finale è il rilancio delle iniziative per
il potenziamento infrastrutturale e lo sviluppo di una rete
europea di trasporti integrata ed efficiente, in termini di
qualità, sostenibilità, sicurezza e giusto equilibrio
tra le diverse modalità di trasporto, per la piena realizzazione
del mercato interno e per la garanzia di eque condizioni di
accesso a tutti i Paesi Membri in vista di una Europa Allargata.