Revisione delle misure tecniche per la pesca nel Mar Mediterraneo
e varo del nuovo Fondo europeo per la pesca (FEP). Per il settore
ittico italiano, sono questi gli argomenti di maggior rilievo
che verranno trattati in ambito comunitario nel corso del 2006.
Per il Mediterraneo, il negoziato ripartirà dalla proposta
di compromesso presentata dalla Presidenza del Regno Unito al
Consiglio del mese di settembre 2005, giudicata insufficiente
dall'Italia e dalla Francia. Per la Delegazione italiana, in particolare,
resta aperta la questione del definitivo inquadramento nell'ordinamento
comunitario delle "pesche tradizionali" che sono di
grande rilievo socio-economico per alcune Regioni, in primo luogo
la Puglia ed il Veneto. L'Italia chiede anche di tener conto delle
caratteristiche delle diverse zone di pesca (in primo luogo, la
profondità dell'acqua) per l'attività delle reti
a strascico
Sul FEP, che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2007, l'Italia
- con la Grecia, la Polonia, il Portogallo e la Spagna - chiede
la ripresa controllata degli incentivi pubblici per la costruzione
di nuove imbarcazioni (in media, la flotta italiana è composta
da battelli costruiti da più di venticinque anni) e per
la sostituzione dei motori, anche con finalità di riduzione
dei consumi e, quindi, dei costi fortemente aumentati per effetto
del rialzo del prezzo del petrolio.