UE: ITALIANO DECLASSATO, FARNESINA NON
SI DA' PER VINTA
(AGI) - Bruxelles, 17 mag. - L'Italia non demorde sulla questione
della discriminazione della lingua italiana in ambito comunitario
e porta avanti la sua protesta presso le istituzioni Ue. A quanto
si apprende, i diplomatici italiani sollevano ormai "sistematicamente"
il problema linguistico nell'ambito dei comitati di lavoro del
Consiglio europeo, rifiutandosi di valutare i documenti preparati
dalla presidenza di turno quando non ne viene resa disponibile
anche una versione tradotta in italiano. "In tal caso",
confermano fonti diplomatiche, "ci opponiamo che vengano
messi all'ordine del giorno i documenti, facendo slittare le decisioni
del comitato". Un'ostruzione tecnica che può avere
anche conseguenze pesanti sull'agenda dei lavori del Consiglio
e che testimonia la determinazione delle feluche. "Abbiamo
sempre avuto a cuore la difesa dell'italiano", hanno proseguito
le fonti, "ma negli ultimi mesi la nostra protesta e diventata
più sistematica. Inoltre monitoriamo attentamente se, nelle
riunioni, vi sia un regime linguistico ingiustificato". In
pratica viene accettato che si lavori in francese e inglese, ma
se si tenta di imporre "di fatto" un regime trilinguistico
con l'aggiunta del tedesco e non dell'italiano, scatta l'opposizione
dei diplomatici della Farnesina. Un tale livello di allerta e
giustificato da una serie di episodi preoccupanti che hanno fatto
temere una perdita di peso dell'Italia a Bruxelles, inducendo
il governo a reagire. La decisione della Commissione europea di
pubblicare il bando di concorso per il posto di direttore generale
dell'Olaf (l'ufficio antifrode Ue) solo in francese, inglese e
tedesco non è che l'ultimo capitolo della vicenda. Contro
il provvedimento, lo scorso 3 maggio, l'Italia ha presentato ricorso
alla Corte di Giustizia europea lamentando "una violazione
del principio di parità delle lingue ufficiali dell'Unione
europea sancito dall'articolo 290 del Trattato delle Comunita
europee". Prima ancora vi era stato il tentativo della Commissione
europea di 'tagliare', nelle conferenze stampa, la traduzione
in alcune lingue, tra cui l'italiano. Un punto su cui l'esecutivo
comunitario ha dovuto fare marcia indietro a causa dell'opposizione
fermissima dell'Italia, oltre che della Spagna e del Portogallo.
Non solo. Ha destato sorpresa, al momento dell'insediamento della
nuova Commissione europea, il fatto che per la prima volta non
vi sia un funzionario italiano tra i vari portavoce dell'esecutivo
comunitario. Il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Durao
Barroso, si e impegnato a porre rimedio alla situazione, ma la
lacuna non è mai stata colmata. (AGI)