UE: RICERCA; VIA ALL'ISTITUTO DI TECNOLOGIA EUROPEO / ANSA MUSSI, POLO ITALIANO FORSE A TRIESTE. OK A PROGETTO 'DOMOTICA' (di Tullio Giannotti)
BRUXELLES, 23 NOV - E' una giornata "importantissima" per l'Europa, rivendica Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca: al termine del Consiglio Ue di oggi a Bruxelles è stato dato il via ufficiale allo Iet, l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, la risposta al Mit, il Massachusetts Institute of Technology. "E' una decisione di valore enorme - insiste il ministro - per l'interesse e per il futuro della ricerca, della scienza e della tecnologia in Europa. Ci siamo riusciti alla fine di una discussione lunga, che ha rischiato anche di fallire. Alla fine l'accordo si basa sul concetto di 'rete', alla quale sono collegate università su base volontaria che potranno rilasciare titoli di studio con l'etichetta 'Iet'". La materia prima dello Iet saranno le 'Kic', Comunità di conoscenza e innovazione, veri poli di ricerca su temi determinati. I primi tre, già approvati, partiranno nel 2008 e saranno dedicati a cambiamenti climatici, energie rinnovabili e tecnologie dell'informatica di nuova generazione: "quando il progetto era in crisi, un anno fa - sottolinea Mussi - l'Italia propose esattamente queste stesse ipotesi per la creazione dell'istituto. Oggi il progetto è stato approvato all'unanimità". Quanto alla localizzazione dei Kics, diversi paesi si sono fatti avanti per ospitare le ricerche. Per l'Italia, al momento, rende noto Mussi, "c'é l'idea di Trieste per ospitare la ricerca sui cambiamenti climatici o sulle energie rinnovabili". Lo Iet partirà nel 2008, con un budget di 308,7 milioni di euro fino al 2013. Ma il Consiglio Ue di oggi ha fatto altri passi importanti in direzione della ricerca: "dopo oltre due anni di discussioni - ha annunciato soddisfatto Mussi - è stata decisa la costituzione di quattro iniziative tecnologiche congiunte, dedicate ai settori dei farmaci innovativi, dei sistemi informatici integrati, della nanoelettronica e dell'aeronautica di nuova generazione. Il settore pubblico - si tratta di una partnership con il privato - contribuirà con 800 milioni e, all'orizzonte, medita di inserire in programma anche lo studio di un sistema satellitare per il controllo della Terra e dell'ambiente. Di grande importanza - aggiunge Mussi - l'adozione da parte dei ministri della Ricerca dei 27 di un programma di sviluppo della cosiddetta 'domotica' la tecnologia che studia l'automazione domestica: "é importante per garantire una buona vita agli anziani, evitando le lunghe degenze ospedaliere che costano il triplo" rispetto a una "casa intelligente". Fra gli esempi più correnti di questa tecnologia che sostiene l'autosufficienza e l'indipendenza degli anziani, gli elettrodomestici comandati a distanza, l'automazione al servizio della mobilità in casa e l'immediato rilevamento di malori con pronta assistenza medica. (ANSA).