Clandestini, una task force UE
Il progetto prevede sanzioni penali contro
chi impiega lavoratori illegali.
Di Adriana Cerretelli
Le Canarie prese d’assalto da ondate di immigrati clandestini,
il Governo spagnolo, impotente, che chiede aiuto a Bruxelles.
Malta che da giorni rifiuta di accogliere una cinquantina di
rifugiati eritrei partiti dalla Libia e raccolti in mare da
un battello spagnolo. Lampedusa costantemente nell’occhi
dell’emergenza. Che fare ?
Una squadra europea di pronto intervento per aiutare gli Stati
membri a fronteggiarle. E poi sanzioni penali per chi impiega
lavoratori illegali. Sono questi due dei punti forti del piano
europeo proposto ieri da Franco Frattini e approvato dalla Commissione
europea. Ne discuteranno lunedì à a Bruxelles
i ministri degli Interni e della Giustizia. Sul progetto sarà
chiamato a pronunciarsi anche il Parlamento.
L’idea di Frattini, il commissario Ue competente, è
molto semplice : creare una forza europea di rapido intervento,
formata da 250-300 esperti nazionali, da mobilitare a sostegno
dei vari corpi di polizia di frontiera entro 10 giorni lavorativi
dalla richiesta di assistenza da parte dello Stato membro in
crisi e sotto il controllo temporaneo di quest’ultimo.
La squadra che, oltre all’uniforme nazionale porterà
al braccio una fascia con la bandiera europea, verrà
mobilitata dal Frontex, la nuova Agenzia europea per la gestione
e della cooperazione sulle frontiere esterne dell’Unione
creata nel 2004 e che si assumerà i costi delle operazioni.
Spetterà al Frontex addestrare gli esperti : personale
specializzato nell’identificazione degli immigrati, nell’interpretariato,
nella valutazione dei rischi, tutela della salute in testa.
Così si dovrebbe riuscire a superare la giungla delle
diverse legislazioni vigenti (o inesistenti) nei 25 Paesi Ue.
Il modello ricalcherà in qualche modo quello delle Canarie
dove, dopo la richiesta di assistenza presentata dalla Spagna
in maggio, sono arrivati quattro navi e due aerei inviati dai
Paesi dell’Union per pattugliare le acque al largo del
Senegal e della Mauritania, si spera a partire dalla prossima
settimana, ha dichiarato ieri Frattini.
Il Commissario spera di avviare un’azione simile di pattugliamento,
con navi italiane e greche intorno all’isola di Malta
anche se, ha spiegato, la mancanza di collaborazione da parte
della Libia scoraggia al momento gli Stati membri dal lanciarsi
in questa seconda operazione.
L’altra iniziativa in cantiere riguarda la punibilità
di chi in Europa si affida al lavoro nero.
La retata di lavoratori clandestini polacchi, ingaggiati e mantenuti
in stato di semi-schiavitù in Puglia non è che
l’ultimo di tanti episodi che accadono in Europa. Bruxelles
in settembre lancerà uno studio per tentare di fare un
inventario sulla diffusione del lavoro nero. Dopo di che intende
presentare una proposta di legge che preveda la possibilità
di applicare sanzioni penali a tutti gli imprenditori che sfruttino
manodopera clandestina e presentino falsi contratti di lavoro
per far rilasciare visti di ingresso illegali. Il testo di Frattini
potrebbe prevedere anche una forma di tutela per il lavoratore
che denunci queste pratiche. Come, per esempio, ha precisato
il commissario, un contratto regolare per i lavoratori irregolari
che si auto-denuncino o denuncino l’esistenza dello sfruttamento
del lavoro nero.