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20 luglio 2006
Il Sole 24 ore - Clandestini, una task force Ue - di Adriana Cerretelli



Clandestini, una task force UE
Il progetto prevede sanzioni penali contro chi impiega lavoratori illegali.

Di Adriana Cerretelli

Le Canarie prese d’assalto da ondate di immigrati clandestini, il Governo spagnolo, impotente, che chiede aiuto a Bruxelles. Malta che da giorni rifiuta di accogliere una cinquantina di rifugiati eritrei partiti dalla Libia e raccolti in mare da un battello spagnolo. Lampedusa costantemente nell’occhi dell’emergenza. Che fare ?
Una squadra europea di pronto intervento per aiutare gli Stati membri a fronteggiarle. E poi sanzioni penali per chi impiega lavoratori illegali. Sono questi due dei punti forti del piano europeo proposto ieri da Franco Frattini e approvato dalla Commissione europea. Ne discuteranno lunedì à a Bruxelles i ministri degli Interni e della Giustizia. Sul progetto sarà chiamato a pronunciarsi anche il Parlamento.
L’idea di Frattini, il commissario Ue competente, è molto semplice : creare una forza europea di rapido intervento, formata da 250-300 esperti nazionali, da mobilitare a sostegno dei vari corpi di polizia di frontiera entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta di assistenza da parte dello Stato membro in crisi e sotto il controllo temporaneo di quest’ultimo.
La squadra che, oltre all’uniforme nazionale porterà al braccio una fascia con la bandiera europea, verrà mobilitata dal Frontex, la nuova Agenzia europea per la gestione e della cooperazione sulle frontiere esterne dell’Unione creata nel 2004 e che si assumerà i costi delle operazioni. Spetterà al Frontex addestrare gli esperti : personale specializzato nell’identificazione degli immigrati, nell’interpretariato, nella valutazione dei rischi, tutela della salute in testa. Così si dovrebbe riuscire a superare la giungla delle diverse legislazioni vigenti (o inesistenti) nei 25 Paesi Ue.
Il modello ricalcherà in qualche modo quello delle Canarie dove, dopo la richiesta di assistenza presentata dalla Spagna in maggio, sono arrivati quattro navi e due aerei inviati dai Paesi dell’Union per pattugliare le acque al largo del Senegal e della Mauritania, si spera a partire dalla prossima settimana, ha dichiarato ieri Frattini.
Il Commissario spera di avviare un’azione simile di pattugliamento, con navi italiane e greche intorno all’isola di Malta anche se, ha spiegato, la mancanza di collaborazione da parte della Libia scoraggia al momento gli Stati membri dal lanciarsi in questa seconda operazione.
L’altra iniziativa in cantiere riguarda la punibilità di chi in Europa si affida al lavoro nero.
La retata di lavoratori clandestini polacchi, ingaggiati e mantenuti in stato di semi-schiavitù in Puglia non è che l’ultimo di tanti episodi che accadono in Europa. Bruxelles in settembre lancerà uno studio per tentare di fare un inventario sulla diffusione del lavoro nero. Dopo di che intende presentare una proposta di legge che preveda la possibilità di applicare sanzioni penali a tutti gli imprenditori che sfruttino manodopera clandestina e presentino falsi contratti di lavoro per far rilasciare visti di ingresso illegali. Il testo di Frattini potrebbe prevedere anche una forma di tutela per il lavoratore che denunci queste pratiche. Come, per esempio, ha precisato il commissario, un contratto regolare per i lavoratori irregolari che si auto-denuncino o denuncino l’esistenza dello sfruttamento del lavoro nero.

 


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