UE: ITALIANO; CONSENSI PER REVISIONE SISTEMA LINGUE
GENERALE APPOGGIO DEI 25 A RICHIESTA ITALIA E SPAGNA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 25 FEB - La richiesta di Italia e Spagna
di riconsiderare le modifiche apportate dal novembre scorso
al sistema linguistico della Commissione europea hanno incontrato
una sostanziale condivisione oggi al dibattito svoltosi al Coreper,
il Comitato tra gli ambasciatori dei 25 presso la Ue. Lo riferiscono
fonti concordanti.
> L'ambasciatore italiano Rocco Cangelosi, che sabato scorso
aveva scritto una lettera di protesta al presidente della Commissione
per il declassamento dell'italiano nel nuovo regime linguistico
adottato dall'esecutivo, ha rilevato che le modifiche introdotte
- hanno riferito fonti italiane - hanno modificato gli equilibri
esistenti. La questione dell'uso delle lingue nelle istituzioni
europee è da sempre una delle più delicate e qualsiasi
modifica al regime in uso non può non avere - ha fatto
rilevare Cangelosi - forti ripercussioni di carattere politico.
Pertanto, é necessario riflettere attentamente prima
di prendere delle decisioni in questa materia: va bene procedere
in maniera flessibile e pragmatica, ma senza privilegiare o
penalizzare questa o quella lingua. Il rappresentante italiano
- aggiungono le fonti - si è detto consapevole che l'aumento
del numero di lingue ufficiali, a seguito dell'allargamento
dell'Unione, comporta dei problemi, ma questi non possono essere
risolti introducendo nuovi regimi di interpretariato o di traduzione
dei documenti che penalizzino alcuni gruppi nazionali rispetto
ad altri. L'Italia, peraltro, aveva già protestato in
diverse occasioni con il segretario generale della Commissione,
David O'Sullivan, in relazione ad alcuni bandi di gara, concorsi
e offerte di impiego presso la Commissione Ue pubblicati soltanto
in alcune lingue, ma non in altre. "Sono situazioni che
creano problemi di disparità fra i cittadini dell'Unione
- ha commentato Cangelosi - e che rischiano di far crescere
in maniera esponenziale i ricorsi al mediatore europeo e al
tribunale di prima istanza". L'Italia ha oggi insistito
sul fatto che la traduzione linguistica verso la propria lingua,
oltre a essere un diritto, é un servizio che gli stati
membri e i cittadini si aspettano come corrispettivo dei contributi
versati. L'ambasciatore spagnolo, Carlos Bastarreche si è
pienamente associato all'intervento italiano dicendo di condividerlo
totalmente. Per la Spagna, la novità introdotta dalla
Commissione nel servizio di traduzioni di alcune conferenze
stampa "rischia di essere la goccia che fa traboccare il
vaso". Entrambi gli ambasciatori hanno sottolineato che
un regime trilingue (inglese, francese e tedesco) è inaccettabile.
Il rappresentante della Commissione Ue, presente al Coreper
ha precisato di essere consapevole delle sensibilità
esistenti in materia linguistica ed affermato che le novità
introdotte dalla Commissione mirano a rendere il migliore servizio
possibile con le risorse umane e finanziarie disponibili. La
questione sarebbe stata comunque ulteriormente approfondita
allo scopo di individuare nuovi possibili miglioramenti che
tengano conto delle esigenze espresse dalle delegazioni intervenute.
Dopo aver constatato una sostanziale condivisione delle posizioni
di Italia e Spagna, la presidenza di turno dell'Unione ha invitato
il rappresentante della Commissione a informare le proprie autorità
sui termini del dibattito svolto.