UE: ITALIANO; BARROSO ASSICURA, NESSUNA DISCRIMINAZIONE/ANSA
PARLERO' LINGUA PRODI, IMPEGNO PER TRADUZIONI E PORTAVOCE BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 24 FEB - Nessuna "discriminazione"
della lingua italiana. Il presidente dell'esecutivo europeo,
José Manuel Durao Barroso, ha oggi affrontato di petto
il problema della mancata traduzione in italiano in gran parte
delle conferenze stampa dei commissari Ue, nei confronti del
quale ha promesso "una soluzione pragmatica". Davanti
ad un caso che stava diventando esplosivo, l'ex premier portoghese
ha, per la prima volta, deciso di chiarire direttamente la spinosa
questione con i cronisti italiani e spagnoli, visto che anche
Madrid - così come Roma - ha ufficialmente protestato.
Per Bruxelles, quella di oggi rischiava di essere un'altra giornata
di polemiche. Fin dal consueto briefing quotidiano alla Commissione,
era infatti evidente che il tema del declassamento dell'italiano
sarebbe stato posto in modo diretto ed esplicito a Barroso in
una successiva conferenza stampa, che prevedeva traduzioni in
francese, inglese, tedesco e portoghese. Di fronte a tale possibilità,
la portavoce della Commissione, la francese Francoise Le Bail,
si era avvicinata ai giornalisti italiani, precisando che, una
volta conclusa la conferenza stampa, Barroso avrebbe incontrato
i cronisti per un chiarimento. PROBLEMI TECNICI. Nel breve colloquio,
il presidente della Commissione ha ricordato di essere in grado
di "capire l'italiano, non di parlarlo", assicurando
che alla prossima conferenza stampa avrebbe comunque "fatto
uno sforzo per parlare un pò in italiano". Barroso
si è quindi augurato di "poter essere compreso bene
come Prodi"... un gesto - ha aggiunto sorridendo - "di
rispetto e riconoscenza per la vostra bella lingua italiana",
che così come lo spagnolo, rappresenta una "grande
civiltà", oltre che essere un idioma "globale".
Subito dopo, però, Barroso ha ribadito quella che è
la tesi di fondo di Bruxelles: "sussistono difficoltà
logistiche per le conferenze stampa quotidiane", ha detto,
ricordando che nell' Ue allargata ci si intende in ben "20
lingue diverse". Al di là di queste precisazioni,
il problema su un'eventuale modifica del sistema-traduzioni
utilizzato dalla Commissione rimane sempre aperto: escludendo
gli incontri stampa dei mercoledì, negli altri giorni
ci sono traduzioni solo in inglese, francese e tedesco, più
altre due lingue (quella del commissario in questione e quella
del paese interessato all'argomento trattato). Dopo la lettera
di protesta inviata nei giorni scorsi dal rappresentante permanente
dell'Italia a Bruxelles, Rocco Cangelosi, tale metodo è
stato definito "inaccettabile" in una missiva trasmessa
ieri dall'ambasciatore spagnolo, Carlos Bastarreche. Sull'argomento
- che sarà affrontato domani dai rappresentanti dei Venticinque
- sono intervenuti oggi anche i ministri Roberto Castelli e
Giuseppe Pisanu, a Bruxelles per un consiglio Ue. Il ministro
della giustizia ha definito il declassamento dell'italiano "un'umiliazione
intollerabile", mentre per il ministro degli interni si
tratta di "un' improvvida decisione amministrativa".
PORTAVOCE. Pressato dai cronisti italiani, Barroso si è
soffermato inoltre sulla mancanza di un italiano (di fronte
a sei francesi, cinque tedeschi e cinque britannici) fra i portavoce,
assicurando che il "numero due" dell'equipe presieduta
dalla Le Bail che Bruxelles pensa nominare è "un
italiano", designazione però che - puntualizzano
fonti informate - per il momento è ancora da definire.
Il presidente della Commissione ha comunque invitato a non avere
"una percezione nazionale" del problema-lingue, ricordando
di essere da sempre contrario a "qualsiasi sciovinismo
linguistico": eppure - ha concluso l'ex premier di Lisbona
- "il portoghese è fra gli idiomi più parlati
al mondo". (ANSA).