UE: ITALIANO, QUESTIONE DISCUSSA VENERDI' DA COMITATO
AMBASCIATORI PRESSO LA UE, SU RICHIESTA ITALIA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 23 FEB - Il nuovo regime linguistico della
Commissione Ue, che ha escluso l'italiano dalle traduzioni delle
conferenze stampa dei commissari Ue che si tengono in giornate
diverse dal mercoledì, sarà discusso venerdì
prossimo dai rappresentanti dei 25 Stati membri della Ue. Lo
apprende l'Ansa da fonti informate.
La richiesta di una discussione al Coreper (il Comitato tra
i rappresentanti permanenti degli Stati membri presso la Ue)
era stata annunciata dall'ambasciatore italiano Rocco Cangelosi,
in una lettera di protesta ufficiale inviata sabato scorso al
presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso.
La lettera si faceva carico del "clamore e dello sconcerto"
suscitati dalla notizia sull'instaurazione a Bruxelles "di
fatto di un regime trilingue (inglese, francese e tedesco)",
dopo la decisione presa dal capo dei portavoce, la francese
Francoise Le Bail di escludere l'italiano nelle conferenze stampa
tenute dai commissari nei giorni diversi dal mercoledì,
"relegando l'italiano a posizione del tutto secondaria".
L'ambasciatore metteva in relazione questo episodio "con
quello già più volte segnalato della mancata nomina
di un italiano tra i Portavoce dei Commissari". "L'urgenza
di ricevere i necessari chiarimenti e l'esigenza di approfondire
in una sede ufficiale questa delicata questione mi hanno spinto
- informava Cangelosi - a richiedere l'iscrizione del punto
al prossimo Coreper. Voglio ritenere che la situazione determinatasi
sia dovuta a scelte adottate a livello amministrativo, senza
nessun avallo politico dei vertici della Commissione. Si tratterebbe
in caso contrario - ammoviva Cangelosi - di una palese violazione
dei Trattati e di una grave discriminazione operata nei confronti
di un Paese membro, e per di più fondatore dell'Unione
Europea". A Barroso, l'ambasciatore chiedeva di "rassicurare
al più presto il Governo e l'opinione pubblica italiana
circa la volontà dell'Esecutivo comunitario di agire
conformemente ai principi ed alle norme dell'Unione, fugando
ogni dubbio di discriminazione o di situazioni di privilegio
nei confronti di questa o quella lingua". (ANSA).