UE:OFFENSIVA TEDESCA CONTRO SPESE COMUNI CONTROLLO
FRONTIERE
PER SCHILY SPESE SONO NAZIONALI, DURA CONTESTAZIONE DA ITALIA
(ANSA) - LUSSEMBURGO, 14 APR - La Germania e' contraria all'idea
che le spese per proteggere e controllare le frontiere esterne
dell'Ue vengano sostenute dall'insieme degli Stati membri, e
privilegia invece il principio che la copertura di tali oneri
sia assicurata dai paesi che hanno frontiere con paesi terzi.
Lo ha detto a Lussemburgo il ministro degli interni, Otto Schily,
commentando la proposta di Bruxelles che i 15 vecchi Stati membri
dell'Ue aiutino i 10 nuovi entrati a sostenere i costi per il
controllo degli oltre 4.000 chilometri di nuove frontiere tra
paesi dell'Unione europea e paesi terzi.
Schily ha osservato che Berlino ''e' molto, molto critico''
nei confronti di questo principio, sottolineando che ''la situazione
deve restare tale che i compiti nazionali siano finanziati a
livello nazionale'', il ministro tedesco ha fatto l'esempio,
come compiti prettamente nazionali, dell'integrazione degli
immigrati, del controllo delle frontiere esterne e della lotta
alla criminalita'.
In merito agli stanziamenti proposti dalla Commissione europea
per sostenere le spese del controllo di frontiera - che ammontano,
secondo le richieste di Bruxelles, a 1,7 miliardi di euro, da
destinare soprattutto ai nuovi Stati membri - Schily ha osservato
''non e' possibile accettare tutti i vantaggi fiscali e i benefici
dell'adesione, ma poi voler coprire le spese a livello europeo''.
Fonti del Consiglio Ue hanno riferito che, nel corso delle discussioni
odierne, la posizione di Schily e' stata duramente contestata
soprattutto dall'Italia, che si e' detta in totale disaccordo
con la posizione tedesca, e che ha tenuto a ricordare come impegni
nel senso della condivisione delle spese siano gia' stati presi
dagli Stati membri.
In un duro botta e risposta con Schily, il Rappresentante permanente
italiano presso l'Ue, Ambasciatore Rocco Cangelosi, ha sottolineato
l'importanza del controllo delle frontiere per paesi come l'Italia,
criticando le posizioni tedesche. (ANSA).