CALCIO: BRUXELLES 20 ANNI DOPO,MAI PIU' UN ALTRO HEYSEL/ANSA
MANTENERE VIVA MEMORIA TRAGEDIA, MONUMENTO PER LE 39 VITTIME
BRUXELLES
(di Martino Rigacci) (ANSA) - BRUXELLES, 29 mag - "Bruno,
Rocco, Alfons, Giancarlo..." il sindaco di Bruxelles legge
uno ad uno i 39 nomi delle vittime della tragedia di quel maledetto
29 maggio del 1985 e in un attimo la commozione prende il sopravvento
nello stadio di Heysel, dove esattamente vent'anni fa, in occasione
della partita Juventus-Liverpool morirono 32 italiani. La ricorrenza
della finale della Champions league, finita 1-0 per la Juve,
è stata celebrata oggi con l'obiettivo di mantenere viva
la memoria, ma soprattutto per guardare al futuro ed estirpare
per sempre la violenza dagli stadi, tenendo appunto ben presente
il ricordo di quella che ancor oggi è una delle pagine
nere della storia del calcio mondiale. Favorita da un sole molto
italiano e poco belga, e in coincidenza con la festa per il
28/o scudetto juventino, la commemorazione ha avuto luogo in
quello che ormai da tempo è stato ribattezzato 'stadio
Re Baldovino', alla presenza di alcuni familiari delle vittime
(32 delle quali erano italiani), molti tifosi italiani, autorità
locali, inglesi dell'Italia e del Piemonte. Durante la lunga
cerimonia si sono tenuti diversi discorsi, quindi c'é
stato un minuto di silenzio e infine è stato scoperto
un monumento in ricordo dei morti, una meridiana di 60 metri
di superficie con 39 luci all'interno, una per ognuna delle
vittime, opera del francese Patrick Rimoux, denominato "l'artista
della luce". A coordinare la ricorrenza è stato
il borgomastro di Bruxelles, Freddy Thielemans, che in un discorso
tenuto in francese, ma intervallato da parti in italiano, fiammingo
ed inglese, ha ricordato come "la memoria debba vincere
l'oblio". Alla fine del suo discorso, in uno dei momenti
più emozionanti della cerimonia, Thielemans ha letto
uno ad uno "i nomi delle vittime... non i cognomi, ma i
nomi, per essere più vicini a loro e per renderli universali".
Il sindaco non ha d'altra parte sorvolato su quello che ancor
oggi, vent'anni dopo, continua a essere motivo di polemiche
e discussioni, e cioé il tema della responsabilità
della tragedia: Thielemans ha infatti chiesto scusa per la sofferenza
delle vittime. Senza nascondere la propria emozione, l'ottantenne
Otello Lorentini, di Arezzo, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa,
oltre a ricordare il figlio, Roberto, fra i 32 italiani che
persero la vita a causa della furia dei teppisti inglesi. "Per
me - ha commentato - quella di oggi è una giornataccia,
non sono felice, se penso che vent'anni fa ero lì con
mio figlio... quindi solo il fatto di trovarmi in questo posto
mi rode dentro, anche se sono contento perché questa
storia è finalmente diventata memoria e lo sarà
per sempre" Molte le bandiere e le sciarpe juventine che
hanno accompagnato la cerimonia portate dai numerosi tifosi
bianconeri presenti all'incontro, provenienti non solo da Torino
o Bruxelles ma da molte città del Belgio, quali Charleroi,
Gand e Anversa, e persino da Londra o dalla Germania. Fra le
scritte campeggiavano messaggi quali 'Non dimenticare mai',
'39 stelle nei nostri cuori' e 'Bruxelles bianconera'. Il mondo
del calcio italiano è stato rappresentato da Riccardo
Scirea, figlio dell'indimenticabile capitan Gaetano, presente
a nome della Juventus, e a livello nazionale dal tecnico dell'under
21, Claudio Gentile. Presenti anche l'europarlamentare Antonio
Tajani, l'ambasciatore presso l'Ue Rocco Cangelosi , e il sottosegretario
per i rapporti con il parlamento, Cosimo Ventucci. Particolarmente
significativa la presenza del sindaco di Liverpool, Alan Dean,
mentre il Piemonte era rappresentato dall'assessore comunale
allo sport, Renato Montabone, e dal collega alla regione, Giuliana
Manica. Montabone ha rilevato che non bisogna "dimenticare"
ma che > é altresì necessario "perdonare",
mentre Manica ha ricordato come "dal mondo sportivo debbono
venire messaggi quali il valore della competizione leale".