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Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea


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Nota - 17 Mai 2005

 

UE: ITALIANO DECLASSATO, FARNESINA NON SI DA' PER VINTA

(AGI) - Bruxelles, 17 mag. - L'Italia non demorde sulla questione della discriminazione della lingua italiana in ambito comunitario e porta avanti la sua protesta presso le istituzioni Ue. A quanto si apprende, i diplomatici italiani sollevano ormai "sistematicamente" il problema linguistico nell'ambito dei comitati di lavoro del Consiglio europeo, rifiutandosi di valutare i documenti preparati dalla presidenza di turno quando non ne viene resa disponibile anche una versione tradotta in italiano. "In tal caso", confermano fonti diplomatiche, "ci opponiamo che vengano messi all'ordine del giorno i documenti, facendo slittare le decisioni del comitato". Un'ostruzione tecnica che può avere anche conseguenze pesanti sull'agenda dei lavori del Consiglio e che testimonia la determinazione delle feluche. "Abbiamo sempre avuto a cuore la difesa dell'italiano", hanno proseguito le fonti, "ma negli ultimi mesi la nostra protesta e diventata più sistematica. Inoltre monitoriamo attentamente se, nelle riunioni, vi sia un regime linguistico ingiustificato". In pratica viene accettato che si lavori in francese e inglese, ma se si tenta di imporre "di fatto" un regime trilinguistico con l'aggiunta del tedesco e non dell'italiano, scatta l'opposizione dei diplomatici della Farnesina. Un tale livello di allerta e giustificato da una serie di episodi preoccupanti che hanno fatto temere una perdita di peso dell'Italia a Bruxelles, inducendo il governo a reagire. La decisione della Commissione europea di pubblicare il bando di concorso per il posto di direttore generale dell'Olaf (l'ufficio antifrode Ue) solo in francese, inglese e tedesco non è che l'ultimo capitolo della vicenda. Contro il provvedimento, lo scorso 3 maggio, l'Italia ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia europea lamentando "una violazione del principio di parità delle lingue ufficiali dell'Unione europea sancito dall'articolo 290 del Trattato delle Comunita europee". Prima ancora vi era stato il tentativo della Commissione europea di 'tagliare', nelle conferenze stampa, la traduzione in alcune lingue, tra cui l'italiano. Un punto su cui l'esecutivo comunitario ha dovuto fare marcia indietro a causa dell'opposizione fermissima dell'Italia, oltre che della Spagna e del Portogallo. Non solo. Ha destato sorpresa, al momento dell'insediamento della nuova Commissione europea, il fatto che per la prima volta non vi sia un funzionario italiano tra i vari portavoce dell'esecutivo comunitario. Il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Durao Barroso, si e impegnato a porre rimedio alla situazione, ma la lacuna non è mai stata colmata. (AGI)

 

 

 


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