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Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea


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Il Sole 24 ore - 30 aprile 2005 - Con il no francese UE nell'impasse


L'ambasciatore a Bruxelles: gli Stati non hanno spiegato il valore dell'allargamento - Fondi ad hoc per i nuovi Paesi senza rinunciare alla politica regionale

Adriana Cerretelli

DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES * Rocco Cangelosi è un europeista di lungo corso. Ambasciatore a Bruxelles presso l'Unione, è l'uomo tra le cui mani sono passati e passano tutti i dossier europei che contano, compresi quelli dell'allargamento e della Costituzione europea, i due temi caldi del momento. <Nei rapporti con l'Unione bisogna sempre guardare alla bilancia del dare e dell'avere> dice in questa intervista a <Il Sole-24 Ore> concessa alla vigilia della sua lezione ieri a Roma all'Università Luiss sul "Futuro dell'Europa". E lo dice pensando al referendum francese sulla Costituzione perché <un no precipiterebbe l'Unione nell'impasse, almeno per un certo tempo>.

A un anno dall'allargamento da 15 a 25 Paesi l'Unione europea, soprattutto a livello di opinioni pubbliche, appare nutrire dubbi sulla bontà della scelta. O no?

In questo anno si è esaurita la prima parte dell'allargamento: 10 nuovi Paesi sono entrati, si è firmato anche con Romania e Bulgaria e si sono aperte le candidature di Croazia e Turchia. L'effetto dell'allargamento sembra sia stato metabolizzato. Ora bisognerà vedere come funzionerà alla prova dei fatti, dei dossier più difficili come il rifinanziamento dell'Unione.

Metabolizzato fino a un certo punto guardando ai sondaggi francesi e olandesi, non trova?

É innegabile che nelle opinioni pubbliche ci sia preoccupazione per un allargamento eccessivo dell'Unione.

Come spiega questo atteggiamento negativo verso l'Europa?

Con la mancanza di comunicazione da parte degli Stati e delle istituzioni europee che non sono state in grado di spiegare quale sia il valore aggiunto del grande mercato europeo riunificato, quali siano i vantaggi politici dell'unificazione europea. Queste cose vanno spiegate alla gente.

Invece la gente, in Francia come altrove, percepisce l'allargamento come una minaccia tra delocalizzazioni delle imprese e concorrenza dei lavoratori dell'Est, etc. Visti i divari tra le due Europe, in fondo erano problemi prevedibili...

Vero. Ma è comprensibile che in una fase di difficoltà economica, di crescita ridotta, di minore competitività dell'Europa, le classi più toccate siano quelle che reagiscono immediatamente. Però bisogna vedere come sempre il dare e l'avere complessivo, i vantaggi politici, economici e sociali dell'Unione allargata in prospettiva.

In attesa della convergenza tra le due Europe, si accusa spesso quella nuova di dumping sociale e fiscale. Intanto però si lesina sugli aiuti comunitari destinati a colmare i divari attuali. Lei che ne pensa?

Mi sembra che, perlomeno nelle proposte della Commissione, si siano stanziati fondi sufficienti in loro favore, mantenendo l'equilibrio tra le risorse destinate alle regioni povere della vecchia e della nuova Europa. La solidarietà deve infatti valere per tutti, anche per l'Italia. Sarebbe controproducente se pensassimo di creare fondi ad hoc per i nuovi Paesi rinunciando alla politica regionale.

Si festeggia un anno di allargamento mentre incombe la minaccia del no francese alla ratifica della Costituzione europea. Se davvero sarà no, quali le conseguenze per l'Unione?

Bisogna sempre evitare di drammatizzare. Sarebbe una grossa perdita non avere la Costituzione che è stata negoziata con tanta fatica proprio per gestire l'allargamento. Però il rischio che persone male informate diano una risposta negativa esiste, soprattutto in Francia dove però c'è una grossa mobilitazione per il sì. Speriamo che continui. Perché la Francia è il cuore dell'Europa.

Quindi un no francese mandererebbe in tilt l'Unione?

Di sicuro ci troveremmo nell'impasse, perlomeno per un certo periodo. Non saprei nemmeno quali soluzione si potrebbero immaginare. Anzi non voglio nemmeno provarci a immaginarle perchè voglio sperare che alla fine il sì in Francia prevarrà.

ADRIANA CERRETELLI

 

 

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