PESCA: TONNO ROSSO; MURO CONTRO MURO ITALIA-COMMISSIONE
CARO-GASOLIO, PRIMA VITTORIA POLITICA MA STATI CHIEDONO DI PIU' (di Patrizia Lenzarini)
LUSSEMBURGO, 24 GIU - Muro contro muro tra il ministro Luca Zaia e il commissario europeo alla pesca Joe Borg sullo stop al tonno rosso, con l'Italia pronta ad ricorrere alla Corte di Giustizia Ue; ma prima vittoria politica del Consiglio Ue - grazie al documento di Venezia - sulle misure d'urgenza per venire in aiuto al comparto in piena crisi a causa del caro-gasolio. La Commissione Europea, dunque, presenta le proprie proposte, ma gli Stati chiedono di piu'. E' questo il risultato del confronto intenso, oggi a Lussemburgo, al termine di una sessione ministeriale che ha conosciuto momenti di tensione per l'atteggiamento di chiusura da parte del commissario Borg riguardo al tentativo dell'Italia di trovare una via d'uscita al blocco della pesca del tonno rosso. La risposta di Borg e' stato un no su tutti i fronti mantenendo una decisione che Zaia interpreta come ''un ingresso a gamba tesa, in un momento in cui tutti i porti sono bloccati ed i pescatori in estrema sofferenza''. L'Italia ha quindi deciso di dare battaglia fino in fondo: ''Abbiamo le prove - ha spiegato il ministro - che quello che dice il commissario non risponde al vero, vogliamo vedere i dati Ue sul pescato per poterli contestare, e poi provvederemo a fare anche un ricorso alla Corte di giustizia dell'Ue''. Il ministro ha poi ''invitato la flotta italiana a presentare a sua volta ricorso contro l'Esecutivo europeo alla Corte di giustizia dell'Ue''. Quanto ai francesi, sempre sul tonno rosso, il ministro Michel Barnier, tra pochi giorni futuro presidente del consiglio dei ministri pesca e agricoltura dell'Ue, e' apparso deciso ''a calmare il gioco''. Al termine dei lavori ha spiegato: ''Non sono nello spirito di portare avanti una polemica, di giocare contro la Commissione europea, voglio essere con la Commissione Ue''. Sul fronte del caro-gasolio, a Lussemburgo si e' invece aperto un varco, e si e' creato un precedente nelle trattative europee per limitare con misure concrete l'impatto della crescita infinita del prezzo del greggio sull'intero comparto della pesca. Su questo fronte l'Italia non e' sola, insieme ai paesi del Mediterraneo europeo attende che la Commissione europea vada piu' lontano nelle sue proposte. ''Abbiamo fatto da capofila - ha spiegato il ministro - con il documento di Venezia incassando la solidarieta' di molti stati membri anche del nord, come l'Olanda. C'e' la volonta' di prendere coscienza di un problema che e' strutturale''. Chiediamo quindi all'Ue, ha aggiunto Zaia degli ''interventi con risorse fresche in aiuto agli stati membri, in quanto i circa 25 milioni preannunciati sono insufficienti; piu' flessibilita' per il Fondo europeo della pesca; la revisione dei parametri per la concessione degli aiuti per il fermo temporaneo al di la' degli obiettivi strutturali''. Ora l'appuntamento e' a luglio su un documento che tutti si augurano perfezionato anche se, conclude Zaia, ''l'Italia con il decreto di venerdi' prossimo rispondera' piu' velocemente dell'Europa''. (ANSA).