UE:TRATTATO;FRATTINI, VADA AVANTI,NO EUROPA 2 VELOCITA'/ANSA
IMPOSSIBILITA' POLITICA DI FERMARE PROCESSO DI RATIFICA (dell'inviato Andrea Linares) (ANSA) -
LUSSEMBURGO, 16 GIU - Il cammino del Trattato di Lisbona non si puo' fermare. Ma la migliore reazione al 'no' dell'Irlanda non e' un'Europa a due velocita', ma ripartire, subito e tutti, dai temi concreti, dai problemi dei cittadini europei: prezzi, energia, immigrazione. Intervenendo alla riunione dei capi delle diplomazie Ue, il ministro degli Esteri Franco Frattini ripropone, assicurando essere ampiamente condivisa, la posizione assunta dall'Italia dopo quella che ha definito ''la doccia fredda'' irlandese. C'e' oggi - ha detto Frattini rispondendo ad una domanda sulla posizione assunta dalla Lega dopo la bocciatura di Dublino del Trattato - una ''impossibilita' politica di fermare il processo di ratifica che deve continuare anche per contribuire ad un dibattito europeo che non ha, in queste ore, ad oggetto solo questo Trattato, che certo non puo' entrare in vigore nei prossimi mesi, ma la capacita' concreta dell'Europa di fare passi avanti nella direzione di politiche in grado di rispondere alle attese dei cittadini''. Inoltre il ministro ha sottolineato che ''quello che e' accaduto impone un riesame profondo di come l'Europa si fa capire e dimostra attenzione per i cittadini''. E, ha aggiunto, ''credo che sia un messaggio che la Lega possa apprezzare''. Il ministro ha molto insistito pero', sulla necessita' di ascoltare prima di tutto eventuali proposte dall'Irlanda sul da farsi, di non perdere tempo e, soprattutto, di ripartire dai problemi concreti. ''Mi sono detto contrario a parlare di opzioni preferenziali per l'Irlanda. Ascoltiamo le proposte irlandesi, non facciamone di precotte a Bruxelles'', ha aggiunto. Cosi' come ''non parliamo di un'Europa a due velocita', di un gruppo pioniere o di un'elite''. Da evitare anche e' ''prendersi una pausa di riflessione lunga, cioe' rimanere inattivi'', cosi' come ''non e' possibile rinegoziare il Trattato e sospendere i processi di ratifica''. Tre cose che ''sarebbero controproducenti''. La risposta deve dunque essere rapida e piu' comprensibile per i cittadini europei di una disputa sul numero dei commissari. Una risposta che deve partire gia' giovedi' e venerdi', dal Consiglio Europeo che riunira' a Bruxelles i capi di Stato e di Governo dell'Unione. Bisogna - ha spiegato infatti il ministro - ''limare il documento di conclusione del Consiglio, per tirare fuori qualche iniziativa, qualche risposta reale. E io credo che il tema dei prezzi, in particolare degli alimentari, dell'energia e dell'immigrazione, se affrontati in modo concreto, saranno la migliore risposta''. Insomma: ''gia' da venerdi' il Capi di Stato debbono intervenire sui prezzi dei prodotti agricoli, su quelli dell'energia che crescono, sull'immigrazione col patto per l'immigrazione che propone Sarkozy''. Per cominciare finalmente a ''parlare della vita quotidiana dei cittadini'' d'Europa.