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Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea


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Nota - 26 mai 2008

 

AFGHANISTAN:LA RUSSA FRENA,PIU' FLESSIBILI MA NON A SUD/ANSA 26.05.08
SEI ORE, NON 72, PER DECIDERE USO OCCASIONALE IN ALTRE AREE(di Marisa Ostolani) (ANSA)

BRUXELLES, 26 MAG - ''Sia io che il ministro degli esteri Frattini su una cosa siamo d'accordo: occorre valutare nuove flessibilita' per l'impiego dei nostri militari in Afghanistan, ma dire questo e dire che i nostri soldati potranno essere impegnati in zone piu' pericolose e' una cosa ben diversa'': a Bruxelles, nella sua prima uscita sul palcoscenico europeo nelle vesti di ministro della Difesa, Ignazio La Russa conferma la disponibilita' italiana ad aumentare la flessibilita' nell'utilizzo degli uomini schierati in Afghanistan, nell'ambito della missione internazionale di assistenza e sicurezza Isaf, a guida Nato. Ma chiarisce che la decisione sara' presa in modo collettivo dal Consiglio dei ministri ed indica una priorita': la restrizione dei tempi delle decisioni politiche per concretizzare una possibilita' che gia' esiste, ma che viene minata dalla lunghezza del pronunciamento. I 'caveat', le limitazioni poste all'impiego dei circa 2.500 soldati schierati tra Kabul ed Herat, prevedono infatti che i militari italiani non vengano usati al di fuori della loro area di competenza se non in casi eccezionali e solo dopo l'autorizzazione del governo, che deve pronunciarsi entro 72 ore. ''Un secolo'', afferma La Russa, che indica in sei ore il nuovo arco temporale per decidere se i soldati italiani potranno essere spostati in altre zone, ''non necessariamente piu' pericolose'' e per rispondere ''a richieste occasionali''. La disponibilita' dell'Italia ad una maggiore flessibilita' non significa infatti - precisa La Russa - spostamento ''strutturale'' delle truppe italiane da Kabul ed Herat verso il piu' pericoloso sud, dove ad affrontare l'offensiva dei taleban sono soprattutto americani, canadesi ed olandesi. Ma significa ''solo la rimozione di un ostacolo pratico, senza modificare ne' la natura, ne' il dislocamento, ne' le possibilita' che gia' oggi esistono, ma che sono rese praticamente nulle da una regolamentazione un po' arcaica''. Per il ministro, ''bisogna far si' che la mancanza di flessibilita' addebitata alle forze italiane sul teatro venga rimossa anche per garantire una migliore credibilita' dell'ottimo lavoro che i nostri soldati stanno facendo e che potrebbe essere offuscato dall'immagine di quelli che se ne stanno in fureria''. La Russa mette anche in chiaro che l'apertura italiana non significa un aumento delle truppe in Afghanistan. Al contrario: in settembre - conferma - ci sara' una forte diminuzione: 250-300 soldati faranno rientro in Italia in concomitanza con il passaggio del comando da Kabul ad Herat. Una riduzione gia' prevista ed assimilata in ambito Nato. ''Potrebbe essere valutato l'invio di 10-15 persone in piu'. Ma l'impegno complessivo dell'Italia e' destinato a ridursi sensibilmente'', precisa il ministro che insiste anche sulla presenza italiana nella ricostruzione del paese. L'Italia valutera' infatti ''con molta attenzione'' la possibilita' di aumentare il proprio contributo nella missione civile di polizia Eupol, che l'Unione europea ha deciso di raddoppiare, portandola da 200 a 400, tra poliziotti e ufficiali giudiziari. (ANSA).


 


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