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Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea


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Nota - 19 decembre 2007

 

DE CASTRO, ABBIAMO OTTENUTO EQUILIBRIO TRA ZUCCHERAGGIO E MOSTI

(ANSA) - BRUXELLES, 19 DIC - L'Europa si e' dotata di una nuova riforma del mercato del vino e ora parte la sfida per rendere questo importante patrimonio culturale ed economico piu' competitivo, rafforzandone la qualita'. La nuova riforma mantiene la possibilita' di continuare nella pratica dello zuccheraggio ma a livelli piu' ridotti. Quanto ai consumatori dovranno attendere per avere un'etichetta obbligatoria piu' trasparente, ma hanno gia' la certezza che i vini italiani, spagnoli, portoghesi, greci e ciprioti continueranno ad essere privi di saccarosio. Per giungere ad un accordo sulla riforma a grande maggioranza (solo Danimarca e Malta hanno votato contro mentre l'Estonia si e' astenuta) sono stati necessari tre giorni di negoziati con l'Italia sempre in prima linea. Per il ministro delle politiche agricole e alimentari Paolo De Castro e per tutta la delegazione e' stata una lunga battaglia che ha pero' portato i suoi frutti: Italia potra' infatti contare, con l'applicazione definitiva del nuovo regime, su un contributo europeo al settore di 376,4 milioni di euro l'anno rispetto ad un bilancio Ue per i 27 stati membri di circa 1,3 miliari di euro. Questi aiuti corrispondono, nonostante l'allargamento dell'Ue, al gettito medio di cui il settore del vino in Italia ha beneficiato negli anni passati, senza pero' continuare avere i vincoli del passato. þ'Abbiamo ottenuto un equilibrio - ha spiegato De Castro - rimane questo mal di pancia che abbiamo espresso sin dall'inizio. E' evidente che si era partiti con una proposta molto coraggiosa (che voleva abolire lo zuccheraggio ndr) pero' abbiamo giudicato le compensazioni sufficienti per raggiungere l'equilibrio generale, tra il mantenimento dello zuccheraggio (anche se in misura minore del passato) e il sostegno ai mosti di vino, di cui l'Italia e' primo produttore. Cosi' dal primo anno di entrata in vigore della riforma (il primo agosto 2008) la dotazione finanziaria dell'Italia passera' da 190 milioni a 251,3 milioni per poi progressivamente attestarsi a 376,4 milioni. I maggiori introiti rispetto alla proposta iniziale andranno proprio all'aiuto ai mosti ancora per un periodo di quattro anni e poi ci sara' una specie di clausola di revisione o comunque altre soluzioni da verificare sono sul tappeto. L'accordo ragginunto permette poi ai grandi paesi produttori di sfuggire ad una politica di estirpazione selvaggia: dai 400.000 ettari iniziali proposti si e' passati ad un programma di estirpazione volontario su tre anni per un massimo di 175.000 ettari, ma con soglie massime per paese che non potranno superare l'8% delle superfici piantate a vigneto. Insomma, ha concluso De Castro, þ'un pacchetto finanziario cosi' rilevante ci tranquillizza nella misura in cui possiamo utilizzare la maggior parte delle misure finanziare proprio per gli strumenti di rafforzamento della competitivita' e non solo per i mosti''. La commissaria europea all'agricoltura, Mariann Fischer Boel ha commentato a sua volta: þ'Non era l'accordo che desideravo ma e' equilibrato e fara' avanzare il settore''. (ANSA)





 


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