PENA MORTE: UE, 10 OTTOBRE GIORNATA DI MOBILITAZIONE / CADUTO IL VETO POLACCO, SODDISFATTI FRATTINI E MASTELLA
BRUXELLES, 7 DIC - Anche l'Europa potrà dedicare la sua giornata annuale alla mobilitazione e alla lotta contro la pena di morte: sarà il 10 ottobre, come hanno potuto decidere oggi i 27 ministri della Giustizia riuniti a Bruxelles, non appena giunta la notizia della mutata posizione della Polonia, che si ostinava a bloccare, da sola, l'iniziativa. "E' un fatto molto importante - ha commentato il ministro della Giustizia, Clemente Mastella - anche per l'Italia che ha determinato questa decisione con le sue iniziative qui e all'assemblea generale dell'Onu". Per il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, l'accordo nel Consiglio dei ministri della Giustizia "é stato un grande successo politico perché significa che l'Europa parla su questo argomento con una voce sola". "Quello che non è stato possibile lo scorso settembre - ha detto il ministro portoghese Alberto Costa, presidente di turno del Consiglio dei ministri Ue - è stato fatto oggi. Abbiamo inviato un messaggio chiaro al mondo: l'Europa è contro la pena di morte senza voci discordanti". A sbloccare la situazione è arrivata la notizia che il nuovo governo di Varsavia, guidato da Donald Tusk, ha tolto il veto alla creazione della simbolica giornata europea, posto invece dalla coalizione guidata dal suo predecessore, il conservatore Jaroslaw Kaczynski. La Ue, attraverso l'Italia, aveva presentato nel frattempo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York una risoluzione in cui si chiede la moratoria mondiale delle esecuzioni capitali. La risoluzione dovrebbe essere approvata dall'Assemblea generale, anche se per sua natura non sarà vincolante per chi non l'ha sottoscritta o per chi vi si è opposto. Anche se non esiste più in nessun paese europeo, il governo dei fratelli Kaczynski si era opposto a una giornata celebrativa giudicata "inutile", a meno che non fosse stata inserita in una "giornata di difesa della vita" che avesse previsto al tempo stesso la promozione del divieto di eutanasia e aborto. La posizione polacca aveva irritato parecchio gli altri membri Ue. In base ai conti dell'organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International, nel 2006 sono state eseguite 1.591 condanne a morte nel mondo. In testa ai paesi che l'hanno più praticata ci sono, nell'ordine, Cina, Pakistan, Iran, Iraq, Sudan e Stati Uniti.(ANSA).