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Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea


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Nota - 3 decembre 2007

 

ENERGIA:UE ANCORA DIVISA SU UNBUNDLING, SPUNTA TERZA OPZIONE

BRUXELLES, 3 DIC - Gli Stati membri dell' Ue sono ancora divisi sull' ipotesi di unbundling, di separazione proprietaria delle reti energetiche. I ministri dell' Energia, riuniti oggi a Bruxelles, hanno constatato che restano punti di vista diversi su come procedere sulla proposta-chiave del pacchetto per la liberalizzazione del mercato europeo energetico, presentato dalla Commissione Ue. Francia e Germania, in particolare, continuano a sollevare dubbi sull' unbundling e hanno proposto ai loro colleghi di valutare una 'terza opzione', di cui però non sono stati specificati i termini. La terza opzione si aggiungerebbe all' ipotesi dell' unbundling puro, sostenuto dall' esecutivo europeo, e all' ipotesi secondaria della separazione funzionale attraverso una modalità di gestione che possa garantire comunque principi di autonomia. La richiesta di Francia e Germania ha ottenuto il consenso di diversi Stati membri, tra cui l'Austria e la Bulgaria, mentre l'opzione sponsorizzata dal commissario Ue all' Energia, Andris Piebalgs, è sostenuta con convinzione da Olanda, Gran Bretagna, Spagna e Belgio, tra gli altri. La posizione italiana è stata espressa dal sottosegretario del ministero allo Sviluppo economico Filippo Bubbico: "L'Italia è favorevole ed è impegnata sulla separazione proprietaria, da assumere in condizioni di reciprocità tra gli Stati membri europei e come vincolo per i Paesi terzi che intendono investire nello spazio europeo" ha detto Bubbico, rilevando che quanto realizzato in Italia è positivo. L'Italia ha manifestato comunque la propria disponibilità a considerare un'eventuale terza soluzione quando questa sarà sottoposta sul tavolo della discussione. "La condizione è che quanto deciso dal Consiglio europeo di marzo non venga messo in discussione e che la proposta venga fatta conoscere nel più breve tempo possibile" ha precisato Bubbico. "Entro il 2008 si deve comunque chiudere". (ANSA).



 


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