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11 octobre 2006
Il Sole 24 ore - Rientrano nei ranghi i deficit di Eurolandia - di Adriana Cerretelli

 

IL SOLE 24 ORE 11-10-2006

RIENTRANO NEI RANGHI I DEFICIT DI EUROLANDIA

Di Adriana Cerretelli

Per l’area euro il quinquennio horribilis sembra ormai prossimo alla fine. Non si respira aria di trionfalismo ma, di sicuro un senso di sollievo mescolato ad un diffuso ottimismo, anche se qua e là offuscato dal timore di nuovi rialzi dei tassi. Che del resto il Presidente della Bce, Jean-Claude Trichet ha di nuovo prospettato ieri a Bruxelles, parlando davanti all’europarlamento, pere contrastare i rischi di inflazione.
Non solo, dunque, la ripresa economica è finalmente tornata e si va irrobustendo, intorno al 2,5-2,7% ma anche i conti pubblici stanno rientrando nei ranghi del patto di stabilità e delle sue regole. Quel che più conta, lo stanno facendo nelle tre maggiori economie della zona. In Germania, in Francia e in Italia. E anche in Grecia. Tra quest’anno e il prossimo dovrebbero scendere sotto il limite invalicabile del 3 per cento.
In procedura per deficit presto resterebbe solo il Portogallo, il cui rientro dovrebbe avvenire nel 2008. e poi Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Malta, che però sono Paesi fuori da Eurolandia.
Anche se il club dell’euro torna virtuoso non può però permettersi il lusso di dimenticare il rigore. Al contrario, deve approfittare della congiuntura favorevole per accelerare gli sforzi di consolidamento di bilancio, conquistare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche mettendo mano alle riforme strutturali, pensioni in testa. Ancora una volta martellante, quasi ossessivo, è stato questo il messaggio lanciato a Lussemburgo dai ministri finanziari europei e dal commissario Joaquin Almunia: nel 21° secolo sono i bilanci sani, il rigore della spesa e i sistemi economici flessibili i motori di uno sviluppo solido e durevole. Keynes è morto.
A Lussemburgo Almunia ha presentato le sue pagelle. “La Germania ha conseguito risultati migliori del previsto, il suo disavanzo quest’anno scenderà al 2,6% ma potrebbe anche essere migliore. E nel 2007 sarà chiaramente sotto il 3. Per Berlino si avvicina quindi la fine della procedura anti-disavanzo eccessivo. Presenterò l’anno prossimo la proposta per sospenderla”. La sospensione è vicina anche per la Francia, ha annunciato il suo commissario: “Il suo deficit quest’anno sarà sotto il 3% e il prossimo senza il contributo di una tantum”.
Nel caso dell’Italia, grazie alle maggiori entrate “il deficit quest’anno sarebbe stato circa del 3,5% senza la sentenza Iva, che lo porta sopra il 4%”. Però “se la finanziaria sarà approvata dal Parlamento e attuata, in Italia calerà sotto il 3% nel 2007”. Anche la Grecia potrà fare lo stesso “quest’anno con misure una tantum e l’anno prossimo senza”.
Ma nessuno deve illudersi di poter abbassare la guardia. A dirlo non sono stati soltanto i soliti noti ma anche il tedesco Peer Steinbrueck. “Questa non è la fine del processo di consolidamento, gli sforzi in atto devono continuare oltre il 2007” ha puntualizzato. Soprattutto sul lato dei tagli di spesa e delle riforme.
Che nessuno in Eurolandia sia disposto a chiudere un occhio per nessuno, dentro o fuori dalla moneta unica che sia, lo dice anche l’atteggiamento durissimo che i ministri finanziati hanno adottato ieri nei confronti dell’Ungheria. Che avrà tre anni per abbassare il deficit dal 10 al 3% e dei mesi per presentare il suo programma di rientro ma che, soprattutto, è stata apertamente minacciata di vedersi sospendere l’erogazione dei fondi strutturali europei in caso di manifesta ottemperanza.
La barca dell’eurozona va, i suoi rematori stanno cominciando a godersi i dividendi delle riforme e del rigore. Per questo saranno sempre meno disposti a tollerare, e meno che mai a imbarcare, chi sgarri, chi ha orecchie per intendere…

 

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