L’Italia e la Riforma dell’Onu.
Sulla riforma dell’Onu (si veda Il Sole-24 Ore di ieri)
occorrono alcune precisazioni.
A Bruxelles l’Italia non si è opposta all’inclusione
di un riferimento al processo di riforma dell’ONU nel
comunicato congiunto per il prossimo vertice UE-Giappone. Al
contrario, l’Italia è da sempre convinta assertrice
della necessità di una riforma che dia maggior efficienza
alle Nazioni Unite e che riavvicini le sue istituzioni a tutta
la membership, come anche dell’opportunità di una
intensa collaborazione fra Ue e Giappone in questo ambito.
Notoriamente la nostra posizione rimane invece critica per quanto
riguarda la proposta di riforma del Consiglio di Sicurezza con
l’aggiunta di nuovi seggi permanenti. Quest’ultima
sarebbe infatti una riforma contraria all’obiettivo di
conferire maggior rappresentatività e democraticità
al Consiglio di Sicurezza, obiettivo condiviso dai numerosissimi
paesi che hanno aderito al movimento Uniting for Consensus promosso
dall’Italia. Essa inoltre eliminerebbe qualsiasi prospettiva
di un ruolo diretto dell’Unione Europea in seno al Consiglio
di Sicurezza.
Su questo tema l’Italia sta conducendo con successo una
battaglia molto difficile, interpretando legittimamente un interesse
nazionale ed europeo, condiviso a livello internazionale dai
molti paesi che hanno a cuore un multilateralismo davvero efficace.
La richiesta di omettere un riferimento alla riforma del Consiglio
di Sicurezza nel comunicato congiunto UE-Giappone risponde semplicemente
alla constatazione della mancanza di un consenso sul tema tra
i 25 paesi membri dell’Unione Europea, come anche dell’esistenza
di una chiara posizione di Tokyo sulla questione non condivisa
da diversi membri della stessa Unione. Una richiesta seria e
fondata, sulla quale chi è ben informato si guarderebbe
bene dal fare dell’ironia.
Pasquale Q. Terracciano – Capo del Servizio Stampa e Informazione
Ministero degli Affari Esteri.