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New - 7 February 2005

 

UE: NESSUN PORTAVOCE ITALIA IN COMMISSIONE,SCOPPIA CASO/ANSA PRESSIONI EURODEPUTATI, AMBASCIATORE E GIORNALISTI SU BARROSO BRUXELLES

(ANSA) - BRUXELLES, 7 FEB - Alcuni eurodeputati italiani sono oggi intervenuti sulla mancata nomina di un italiano tra i portavoce dei 25 membri della nuova Commissione europea. L'argomento, dopo l'insediamento del nuovo governo europeo presieduto dal portoghese José Manuel Barroso, era stato già sollevato dai giornalisti italiani accreditati a Bruxelles e dalla rappresentanza diplomatica dell'Italia. Nella Commissione di Romano Prodi i portavoce italiani erano due: Pietro Petrucci per Antonio Vitorino, commissario alla giustizia, affari interni e sicurezza e Fabio Fabi per Philippe Busquin, commissario alla ricerca. Regole interne dell'Ue impediscono che un commissario abbia un connazionale quale portavoce. Nella nuova Commissione ci sono sei portavoce francesi, cinque tedeschi, cinque britannici, rappresentanti dei nuovi dieci paesi membri, tra cui due polacchi, ma nessun italiano, malgrado le assicurazioni più volte date da Barroso e dalla sua portavoce Francoise Le Bail. Oggi il tema è stato rilanciato da Nicola Zingaretti e Gianni Pittella, presidente e segretario della delegazione italiana nel gruppo del Partito socialista (Pse); Mario Borghezio, capo della delegazione della Lega nord e da Lorenzo Cesa, vicepresidente del gruppo dei popolari (Ppe). Borghezio rileva che tale "singolare procedura danneggia pesantemente il ruolo e l'immagine dell'Italia, paese fondatore dell'Ue". Zingaretti e Pittella, parlano di una "situazione da sanare immediatamente" e annunciano il loro sostegno all'iniziativa assunta dai giornalisti italiani accreditati presso la Commissione "che da tempo hanno segnalato l'insostenibilità della vicenda". Lorenzo Cesa informa di aver sentito in merito il vicepresidente Franco Frattini, il quale a sua volta ne ha parlato con il presidente Barroso. "Nell'arco di poco tempo sarà trovata una giusta soluzione che ponga rimedio all'assenza di un portavoce italiano" sostiene Cesa, sottolineando che "l'assenza di un portavoce italiano sarebbe stata ingiustà". La stampa italiana a Bruxelles si è mobilitata a due riprese. In una prima lettera indirizzata alla responsabile del servizio dei portavoce Le Bail, il 17 novembre scorso, i corrispondenti dei media dell'Italia nella capitale belga hanno sollevato la questione, chiedendo chiarimenti e sottolineando l'importanza della presenza di un portavoce italiano soprattutto per la stampa radiofonica e televisiva (le lingue ufficiali di briefing e conferenze sono francese ed inglese). Le Bail si era detta pronta ad assicurare una presenza italiana nell'equipe dei portavoce, ma la questione ha continuato a trascinarsi per vari mesi, e le posizioni disponibili nel servizio sono state man mano assegnate, fino a completare l'organico senza un italiano. L'ambasciatore Rocco Cangelosi, responsabile della rappresentanza presso l'Ue, ha scritto una prima lettera già il 18 novembre, seguita da diversi interventi verbali presso il capo di gabinetto di Barroso. Di fronte allo stallo persistente, la stampa italiana a Bruxelles ha indirizzato, la scorsa settimana, una nuova lettera a Barroso, alla vicepresidente incaricata della comunicazione Margot Wallstrom e al vicepresidente Frattini, cui però ha replicato la portavoce Le Bail informando che la persona designata non ha accettato, ma ignorando sia le promesse precedenti, sia il fatto che c'erano altri candidati. L'ambasciatore Cangelosi è intervenuto con una nuova lettera nella quale chiede che "il problema venga trattato con la massima sollecitudine, risolto in maniera soddisfacente e senza ulteriori rinvii". (ANSA)



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