UE: NESSUN PORTAVOCE ITALIA IN COMMISSIONE,SCOPPIA CASO/ANSA
PRESSIONI EURODEPUTATI, AMBASCIATORE E GIORNALISTI SU BARROSO
BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 7 FEB - Alcuni eurodeputati italiani sono
oggi intervenuti sulla mancata nomina di un italiano tra i portavoce
dei 25 membri della nuova Commissione europea. L'argomento, dopo
l'insediamento del nuovo governo europeo presieduto dal portoghese
José Manuel Barroso, era stato già sollevato dai
giornalisti italiani accreditati a Bruxelles e dalla rappresentanza
diplomatica dell'Italia. Nella Commissione di Romano Prodi i portavoce
italiani erano due: Pietro Petrucci per Antonio Vitorino, commissario
alla giustizia, affari interni e sicurezza e Fabio Fabi per Philippe
Busquin, commissario alla ricerca. Regole interne dell'Ue impediscono
che un commissario abbia un connazionale quale portavoce. Nella
nuova Commissione ci sono sei portavoce francesi, cinque tedeschi,
cinque britannici, rappresentanti dei nuovi dieci paesi membri,
tra cui due polacchi, ma nessun italiano, malgrado le assicurazioni
più volte date da Barroso e dalla sua portavoce Francoise
Le Bail. Oggi il tema è stato rilanciato da Nicola Zingaretti
e Gianni Pittella, presidente e segretario della delegazione italiana
nel gruppo del Partito socialista (Pse); Mario Borghezio, capo
della delegazione della Lega nord e da Lorenzo Cesa, vicepresidente
del gruppo dei popolari (Ppe). Borghezio rileva che tale "singolare
procedura danneggia pesantemente il ruolo e l'immagine dell'Italia,
paese fondatore dell'Ue". Zingaretti e Pittella, parlano
di una "situazione da sanare immediatamente" e annunciano
il loro sostegno all'iniziativa assunta dai giornalisti italiani
accreditati presso la Commissione "che da tempo hanno segnalato
l'insostenibilità della vicenda". Lorenzo Cesa informa
di aver sentito in merito il vicepresidente Franco Frattini, il
quale a sua volta ne ha parlato con il presidente Barroso. "Nell'arco
di poco tempo sarà trovata una giusta soluzione che ponga
rimedio all'assenza di un portavoce italiano" sostiene Cesa,
sottolineando che "l'assenza di un portavoce italiano sarebbe
stata ingiustà". La stampa italiana a Bruxelles si
è mobilitata a due riprese. In una prima lettera indirizzata
alla responsabile del servizio dei portavoce Le Bail, il 17 novembre
scorso, i corrispondenti dei media dell'Italia nella capitale
belga hanno sollevato la questione, chiedendo chiarimenti e sottolineando
l'importanza della presenza di un portavoce italiano soprattutto
per la stampa radiofonica e televisiva (le lingue ufficiali di
briefing e conferenze sono francese ed inglese). Le Bail si era
detta pronta ad assicurare una presenza italiana nell'equipe dei
portavoce, ma la questione ha continuato a trascinarsi per vari
mesi, e le posizioni disponibili nel servizio sono state man mano
assegnate, fino a completare l'organico senza un italiano. L'ambasciatore
Rocco Cangelosi, responsabile della rappresentanza presso l'Ue,
ha scritto una prima lettera già il 18 novembre, seguita
da diversi interventi verbali presso il capo di gabinetto di Barroso.
Di fronte allo stallo persistente, la stampa italiana a Bruxelles
ha indirizzato, la scorsa settimana, una nuova lettera a Barroso,
alla vicepresidente incaricata della comunicazione Margot Wallstrom
e al vicepresidente Frattini, cui però ha replicato la
portavoce Le Bail informando che la persona designata non ha accettato,
ma ignorando sia le promesse precedenti, sia il fatto che c'erano
altri candidati. L'ambasciatore Cangelosi è intervenuto
con una nuova lettera nella quale chiede che "il problema
venga trattato con la massima sollecitudine, risolto in maniera
soddisfacente e senza ulteriori rinvii". (ANSA)