Apc-CIPRO/ VERHEUGEN:PER RIUNIFICAZIONE SERVIRANNO 2
MLD IN 5 ANNI
L'Italia annuncia disponibilità a versare un
contributo
Bruxelles, 15 apr. (Apcom) - Per sostenere l'eventuale riunificazione
di Cipro serviranno due miliardi di euro da mettere a disposizione
nei prossimi 5 anni. Lo ha detto il commissario europeo all'Allargamento,
Guenter Verheugen, a margine dell'incontro preparatorio della
conferenza internazionale dei donatori, che avrà luogo
se il referendum del 24 aprile darà il via libera alla
riunificazione dell'isola. Nel corso del meeting di Bruxelles,
al quale hanno partecipato i rappresentanti di 34 paesi, gli Stati
Uniti hanno offerto 400 milioni di dollari per la riunificazione,
mentre l'Italia, rappresentata dall'ambasciatore presso la Ue
Rocco Cangelosi, ha annunciato la propria disponibilità
a versare un contributo finanziario.
"Non bisogna farsi illusioni - ha sottolineato Verheugen
- se non si coglie questa opportunità è chiaro che
non ce ne sarà un'altra per un lungo periodo". Per
il commissario tedesco il piano dell'Onu è "la migliore
soluzione" possibile al problema cipriota.
"La precondizione per il versamento dell'offerta Usa - ha
puntualizzato Andrew Natsios, amministratore dell'agenzia americana
per lo sviluppo internazionale - è il raggiungimento di
un accordo" tra i greci e i turchi di Cipro. Natsios ha spiegato
che 100 milioni potranno essere versati subito per "le necessità
immediate", mentre i restanti 300 milioni saranno messi a
disposizione con versamenti successivi.
Nel corso dell'incontro l'ambasciatore Cangelosi ha sottolineato
il sostegno italiano al piano messo a punto da Annan ed ha annunciato
la disponibilità del governo a fornire un contributo economico
per la sua attuazione. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite
e di altre agenzie internazionali, la maggior parte degli aiuti
serviranno al cosidetto 'rehousing', ovvero alla restituzione
delle abitazioni (o alla compensazione della perdita delle proprietà)
dei greco-ciprioti espropriati dai turchi nel 1974, e a dare una
casa ai turco-ciprioti che dovranno lasciare gli immobili occupati
in passato.
Secondo un recente sondaggio, in sede di referendum il 70% dei
greco-ciprioti sarebbe intenzionata a bocciare il piano Annan,
mentre il 60% dei turco-ciprioti lo approverebbe. La spiegazione
più ricorrente al 'no' della popolazione grecofona è
la convinzione che il piano limiti il diritto dei rifugiati a
ritornare nelle proprietà espropriate dai turchi.
Verheugen ha affermato che, nel caso il piano dovesse venire approvato
dalla popolazione della parte turca e rifiutato da quella grecofona
(con l'effetto di renderlo nullo), l'Ue cercherebbe un modo per
mitigare l'isolamento economico della parte settentrionale dell'isola:
"In questo caso avremo la responsabilità di far si
che i turchi non vengano puniti". Il commissario tedesco
ha aggiunto che un 'no' dei greco-ciprioti avrebbe degli "effetti
immediati" sulla vita quotidiana della popolazione: "La
situazione cambierebbe - ha ammonito- e non in meglio".