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Rapprèsentation Permanente de L'Italia Aupres du l'Union Europèenne


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New - 9 June 2004

 

EUROPEE:COLDIRETTI,CAMPAGNA E LAVORO PRIORITA' NUOVI PARTNER BEDONI, INTEGRARE SISTEMI E ALLARGAMENTO DIVENTA OPPORTUNITA' (ANSA) - BRUXELLES,

9 GIU - Per la maggioranza dei cittadini dei nuovi paesi membri dell'Ue che il 13 giugno si renderanno per la prima volta alle urne per le elezioni europee, il lavoro (70%) e l'agricoltura (56%) sono le priorità sulle quali dovrà concentrarsi l'attività del futuro Parlamento Europeo.
Gli stessi cittadini pongono invece agli ultimi posti gli interessi per la politica estera e per la difesa. Questa la fotografia che è emersa dal confronto organizzato dalla Coldiretti oggi a Bruxelles sul tema "Aspettative di cittadini e imprese nell'Europa allargata" a cui hanno partecipato rappresentanti della Commissione Ue, dei nuovi partner, forze sociali, ricercatori e studiosi. Una ricerca di Nomisma ha permesso di avere un quadro più preciso della realtà produttiva nei nuovi dieci partner. Il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni non ha dubbi: "Noi come mondo agricolo - dice - le elezioni le abbiamo già vinte con la riforma della politica agricola e ci auguriamo che i governi accelerino i processi che accompagnano il divario che esiste tra le imprese e il mercato. La grande sfida per l'allargamento sarà quella di avere gli stessi criteri e gli stessi strumenti, di ottenere in maniera chiara gli stessi processi produttivi". L'allargamento può essere quindi una grande opportunità per l'Italia, come per la Polonia e per gli altri partner europei. Ad un condizione, dice Bedoni: "Evitare la tentazione, da parte dei nuovi paesi membri, di svendere la loro produzione invece di valorizzarla sui livelli di qualità europei". Per il presidente della Coldiretti si conferma più che mai "la necessità di inserire pienamente l'agricoltura su quelli che sono gli interessi dei cittadini e dei consumatori. In questo modo - aggiunge - si inserisce l'attività agricola nella politica economica con l'agricoltura nuova, quella uscita dal riforma, che guarda il mercato e che libera l'impresa da una serie di lacci che la burocrazia gli imponeva". Tutti gli intervenuti ai lavori hanno messo l'accento sugli aspetti positivi dell'allargamento senza comunque ignora le difficoltà. Il rappresentante italiano presso l'Ue Rocco Cangelosi ha sottolineato come "l'allargamento abbia reso inevitabile la riforma della politica agricola comune, ma quella che è stata una necessità - ha aggiunto - diventa ora un'opportunità unica per il settore agroalimentare italiano. E questo, non solo sul piano delle risorse ma soprattutto perché viene offerta la possibilità di sfruttare la complementarietà dei sistemi produttivi". Paolo De Castro dell'università di Bologna ha indicato a sua volta che "l'Europa di 450 milioni di abitanti non rappresenta solo difficoltà - che pure ci saranno - ma anche grandi opportunità soprattutto per l'Italia che punta ad una presenza di commercio internazionale su prodotti altamente differenziati, sui prodotti di qualità che abbiano uno spazio anche tra i 75 nuovi cittadini europei.
La modifica inevitabile dei loro stili di vita - ha aggiunto - significherà più pasta, più vino, più olio, più formaggi. Per Fabrizio Barbaso, direttore generale aggiunto alla politica regionale alla Commissione europea, "in agricoltura l'Italia non dovrebbe temere nessuna conseguenza dall'allargamento perché è uno dei paesi più avanzati in cui la differenziazione delle produzioni, la capacità di trasformare ed esportare le produzioni di tipo mediterraneo aprono le prospettive soprattutto in termini di nuovi mercati". (ANSA).



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