UE: URSO, E' ORA DI SPINGERE SU MARCHIO D'ORIGINE EUROPA
E' INDIETRO ANCHE SUL PIANO GIURIDICO
(ANSA) - BRUXELLES, 17 MAR - E l'ora di spingere in ambito europeo
sull'introduzione del marchio d'origine per i prodotti dell'Unione
e per quelli provenienti dai Paesi terzi e per raggiungere l'obiettivo
che vuole l'Italia bisogna fare "lobby, lobby e ancora lobby".
Lo ha detto il vice ministro delle Attività produttive
Adolfo Urso intervenendo in videoconferenza a Bruxelles dove si
svolto un incontro per promuovere la posizione italiana sull'introduzione
del marchio d'origine al quale hanno partecipato, tra gli altri,
il rappresentante permanente d'Italia presso la Ue, Rocco Cangelosi,
ed il direttore generale per la politica commerciale del ministero,
Amedeo Teti.
Urso ha premesso che il quadro giuridico europeo è "indietro
rispetto a quello delle maggiori economie mondiali".
Per il vice ministro molti altri Paesi "hanno un piano giuridico
di maggior tutela delle imprese e dei consumatori rispetto a quello
della Ue".Per questo bisogna anche fare maggiore informazione
sui benefici che avrebbe l'introduzione del marchio ricordando
che "la stampigliatura della provenienza già esiste
in tanti Paesi come gli Stati Uniti, la Cina ed anche in tanti
Paesi in via di sviluppo".
Attualmente la Commissione, su impulso della presidenza italiana,
ha presentato al Consiglio un documento di "riflessione"
sull'opportunità di introdurre un marchio o una etichetta
d'origine "Made in Eu" con accanto il nome del paese
nazionale dove è nato il prodotto per le merci comunitarie
e sull'utilità di rendere obbligatoria l'indicazione del
paese d'origine per tutte le merci provenienti da paesi terzi.
La Commissione ha indicato poi tre opzioni e quella che l'Italia
ritiene attualmente più praticabile e capace di superare
il dissenso di molti paesi nordici della Ue prevede che il marchio
di origine sia "obbligatorio per le merci di paesi extracomunitari
ma solo facoltativo per quelle originarie del mercato unico".
Il vice ministro ha aggiunto che ora serve, oltre all'impulso
del governo e della diplomazia italiana, una "alleanza tra
consumatori e imprese affinchè facciano anche loro lobbing
verso alcuni Governi e reclamino questo diritto".
L'iniziativa di Urso, ha sostenuto l'ambasciatore Cangelosi, "è
un elemento di rassicurazione e di promozione dei prodotti italiani".
(ANSA).