Apc-CARLOMAGNO/CIG,LA TATTICA ITALIANA DEL COMPROMESSO
AL CONTAGOCCE
Ritardare i compromessi per disarticolare l'opposizione
Bruxelles, 10 dic. (Apcom) - C'è stata una certa sorpresa,
ieri a Bruxelles (e presumibilmente anche in qualche cancelleria
europea) quando la presidenza italiana dell'Ue ha inviato solo
una parte della promessa bozza di compromesso per la Conferenza
intergovernativa (Cig) sulla Costituzione dell'Unione. La presidenza
non aveva mai, almeno pubblicamente, menzionato una divisione
in due parti, con pubblicazione differita, della proposta complessiva
di compromesso.
Già precedentemente, gli italiani avevano 'deluso' le
aspettative dei partner della Cig e della stampa europea, dopo
aver prospettato la presentazione di testi di sintesi e proposte
negoziali poi rimandate a più tardi o svanite nel nulla.
Solo al "conclave" di Napoli, a fine novembre, i ministri
degli Esteri avevano avuto finalmente un testo di base della presidenza
sul quale lavorare, oltre alla bozza della Convenzione.
Nonostante l'apparenza, e l'irritazione di politici e giornalisti
spagnoli o nordeuropei, non si tratta affatto di disorganizzazione.
Questa del compromesso al contagocce è, al contrario, una
vera e propria tattica diplomatica di logoramento dei potenziali
critici e avversari. I quali si ritrovano nell'impossibilità
di organizzare un'opposizione articolata e puntuale a un testo
che non esiste ancora, che potrebbe essere diverso rispetto alle
aspettative, che sfugge e non si lascia "inchiodare".
Non è un caso che il premier spagnolo Aznar, l'osso più
duro del negoziato sulla nuova Costituzione, continui a lamentare
che la presidenza non abbia presentato alcuna proposta alternativa
a quella della Convenzione proprio sul punto più spinoso,
quello del meccanismo di decisione "a doppia maggioranza".
Concentrando nella seconda parte della bozza di compromesso
tutti i punti essenziali ancora rimasti aperti - quelli che verranno
realmente discussi dai capi di Stato e di governo nel vertice
di venerdì e sabato a Bruxelles - e ritardandone fino all'ultimo
minuto la presentazione, la presidenza italiana segue questa logica
e applica questa tattica. Nel frattempo, si mettono in secondo
piano tutti i punti meno controversi - ma spesso non per questo
meno importanti - della prima parte della bozza di compromesso.
Agevolandone l'approvazione per una sorta di meccanismo di silenzio-assenso.
"E' una strategia intelligente, che funziona bene",
riconoscono fonti del Parlamento europeo vicine ai rappresentanti
dell'Assemblea nella Cig.
Chi ha seguito i negoziati, anch'essi difficilissimi, della
Cig per l'Unione economica e monetaria (1990-91) ricorderà
che una cosa simile era avvenuta anche allora: nel giro delle
capitali alla vigilia del vertice europeo di Roma, la presidenza
italiana (con Giulio Andreotti capo del governo, assistito dall'ambasciatore
Umberto Vattani che oggi guida la rappresentanza permanente a
Bruxelles) si guardò bene dal pubblicare una proposta di
compromesso complessiva, ma mostrò ai rappresentanti dei
governi dei Dodici solo una bozza delle conclusioni sullo schermo
di un computer portatile, rifiutandosi di stamparne il contenuto.
Una tattica spregiudicata che fece infurare diversi partner, a
cominciare dai britannici, ma che si rivelò alla fine efficacissima,
riuscendo a eludere fino all'ultimo lo scontro frontale con Margareth
Tatcher, che non voleva la moneta unica, e marginalizzandone alla
fine le posizioni in una nota a piè di pagina.
Loc