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New - 10 December 2003

 

Apc-CARLOMAGNO/CIG,LA TATTICA ITALIANA DEL COMPROMESSO AL CONTAGOCCE
Ritardare i compromessi per disarticolare l'opposizione

Bruxelles, 10 dic. (Apcom) - C'è stata una certa sorpresa, ieri a Bruxelles (e presumibilmente anche in qualche cancelleria europea) quando la presidenza italiana dell'Ue ha inviato solo una parte della promessa bozza di compromesso per la Conferenza intergovernativa (Cig) sulla Costituzione dell'Unione. La presidenza non aveva mai, almeno pubblicamente, menzionato una divisione in due parti, con pubblicazione differita, della proposta complessiva di compromesso.

Già precedentemente, gli italiani avevano 'deluso' le aspettative dei partner della Cig e della stampa europea, dopo aver prospettato la presentazione di testi di sintesi e proposte negoziali poi rimandate a più tardi o svanite nel nulla. Solo al "conclave" di Napoli, a fine novembre, i ministri degli Esteri avevano avuto finalmente un testo di base della presidenza sul quale lavorare, oltre alla bozza della Convenzione.

Nonostante l'apparenza, e l'irritazione di politici e giornalisti spagnoli o nordeuropei, non si tratta affatto di disorganizzazione. Questa del compromesso al contagocce è, al contrario, una vera e propria tattica diplomatica di logoramento dei potenziali critici e avversari. I quali si ritrovano nell'impossibilità di organizzare un'opposizione articolata e puntuale a un testo che non esiste ancora, che potrebbe essere diverso rispetto alle aspettative, che sfugge e non si lascia "inchiodare". Non è un caso che il premier spagnolo Aznar, l'osso più duro del negoziato sulla nuova Costituzione, continui a lamentare che la presidenza non abbia presentato alcuna proposta alternativa a quella della Convenzione proprio sul punto più spinoso, quello del meccanismo di decisione "a doppia maggioranza".

Concentrando nella seconda parte della bozza di compromesso tutti i punti essenziali ancora rimasti aperti - quelli che verranno realmente discussi dai capi di Stato e di governo nel vertice di venerdì e sabato a Bruxelles - e ritardandone fino all'ultimo minuto la presentazione, la presidenza italiana segue questa logica e applica questa tattica. Nel frattempo, si mettono in secondo piano tutti i punti meno controversi - ma spesso non per questo meno importanti - della prima parte della bozza di compromesso. Agevolandone l'approvazione per una sorta di meccanismo di silenzio-assenso. "E' una strategia intelligente, che funziona bene", riconoscono fonti del Parlamento europeo vicine ai rappresentanti dell'Assemblea nella Cig.

Chi ha seguito i negoziati, anch'essi difficilissimi, della Cig per l'Unione economica e monetaria (1990-91) ricorderà che una cosa simile era avvenuta anche allora: nel giro delle capitali alla vigilia del vertice europeo di Roma, la presidenza italiana (con Giulio Andreotti capo del governo, assistito dall'ambasciatore Umberto Vattani che oggi guida la rappresentanza permanente a Bruxelles) si guardò bene dal pubblicare una proposta di compromesso complessiva, ma mostrò ai rappresentanti dei governi dei Dodici solo una bozza delle conclusioni sullo schermo di un computer portatile, rifiutandosi di stamparne il contenuto. Una tattica spregiudicata che fece infurare diversi partner, a cominciare dai britannici, ma che si rivelò alla fine efficacissima, riuscendo a eludere fino all'ultimo lo scontro frontale con Margareth Tatcher, che non voleva la moneta unica, e marginalizzandone alla fine le posizioni in una nota a piè di pagina.
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