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New - 15 September 2003

 

UE: PARLANO I PADRI DELLA 'CARTA' EUROMEDITERRANEA = QUASI
PRONTO IL RAPPORTO DEI 'SAGGI' SUL DIALOGO (di Luana
Cimino)


Bruxelles, 15 set. - (Adnkronos/Aki) - Liberta' di espressione, diritto alla conoscenza, uguaglianza, solidarieta': sono questi i principi cardine che animeranno la futura Fondazione Euromediterranea, a giudicare dalla discussione svolta in questi giorni a Bruxelles dai 18 membri (tutti intellettuali europei e del mondo arabo) di un gruppo di saggi selezionato dal Presidente della Commissione Europea Romano Prodi.
La Fondazione, di cui erano state gettate le fondamenta alla Conferenza
euromediterranea di Valencia dell'aprile 2002, ha ricevuto un forte impulso nel maggio scorso al vertice dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea a Heraklion, in Grecia ed e' ora sostenuta dalla presidenza italiana dell'Ue. La Fondazione, che avra' l'obiettivo di promuovere il dialogo euro-mediterraneo, sara' composta e finanziata da 35 paesi (i 25 dell'Ue allargata piu' Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Libano, Turchia, Siria, Autorita' Palestinese, Israele e Giordania.

Ancora non e' stata fissata una data di riferimento per l'avvio della Fondazione (anche se di recente il capo della rappresentanza italiana, ambasciatore Umberto Vattani, ha affermato che la presidenza italiana dell'Ue punta alla fine dell'anno). Si stanno tuttavia gia' delineando i principi chiave che la definiranno, grazie al lavoro dei 18 saggi (tra cui anche Umberto Eco e Tullia Zevi), i quali hanno avviato la realizzazione di un rapporto sulla Fondazione che sara' presentato il 13 ottobre ad Alessandria d'Egitto.

UE: PARLANO I PADRI DELLA 'CARTA' EUROMEDITERRANEA (2)=
KHADER, IL PERICOLO DEI RECIPROCI PREGIUDIZI


(Adnkronos/Aki) - ''La Fondazione - spiega all'ADNKRONOS INTERNATIONAL lo psicanalista e scrittore algerino Malek Chebel, uno dei saggi - e' il punto cruciale degli esperti'', incaricati di crearne il fondamento progettuale ed intellettuale. ''L'esigenza di un'organizzazione per lo scambio culturale - aggiunge un altro dei
saggi, il palestinese Bichara Khader, attualmente direttore del Centro di ricerca sugli studi Arabi dell'Universita' Cattolica di Lovanio , in Belgio - si e' acuita soprattutto dopo l'11 settembre, quando e' cominciata una vera e propria creazione di nemici immaginari, una proliferazione continua di reciproci pregiudizi e stereotipi tra le due
sponde del Mediterraneo che hanno falsato la percezione della cultura araba, riconducendola al fondamentalismo di certe organizzazioni terroristiche''. D'altra parte, ''anche del mondo occidentale e' stata filtrata un'immagine sbagliata e limitante - prosegue il professore - che ha creato una spaccatura culturale preoccupante per la sicurezza e la pace''.

UE: PARLANO I PADRI DELLA 'CARTA' EUROMEDITERRANEA (3)=
CHEBEL, I PRIMI DESTINATARI SONO I GIOVANI


(Adnkronos/Aki) - ''I valori di uguaglianza, liberta' pensiero, solidarieta' e diritto alla conoscenza sono condivisi universalmente, da popoli culturalmente diversi'' spiega Chebel. ''Quello che ciascuno di noi deve capire - aggiunge - e' che essi toccano trasversalmente tutte le tematiche della quotidianita', dal Nord al Sud del mondo. E' alla luce di questi valori fondamentali che ogni problematica (dall'immigrazione, alla discriminazione sessuale e culturale, dal diritto all'educazione alla liberta' d'informazione) deve essere affrontata''.

Cosi' lo scambio interculturale tra i 35 paesi dell' Euromediterraneo potra' essere veramente ''interattivo'', grazie anche a quella che Chebel definisce ''fertilizzazione culturale incrociata''.
''I primi destinatari della Fondazione sono i giovani, le future generazioni - tiene a precisare lo scrittore - vero vettore per il dialogo culturale''. Ed e' anche per loro che il rapporto del gruppo di alto livello ha come obiettivi prioritari l'educazione dei ragazzi, il metodo e i contenuti dell'insegnamento scolastico; la mobilita' giovanile, vacanze-studio, gemellaggi e i media, conclude Chebel.


UE: PARLANO I PADRI DELLA 'CARTA' EUROMEDITERRANEA (4)=
BENSALAH, NELLA DIVERSITA' LE FONDAMENTA DELLA FONDAZIONE


(Adnkronos/Aki) - La co-presidente del gruppo di saggi, la marocchina Assia Alaoui Bensalah, del Centro studi strategici di Rabat, spiega all'ADNKRONOS INTERNATIONAL come ''la diversita' di esperienze sociali, di background intellettuale, di provenienza geografica dei membri del gruppo di alto livello abbia dato vita ad una vera alchimia e a delle nuove dinamiche'' che si esprimeranno con voce unisona e concorde. Bensalah sottolinea che la diversita' di approccio di ciascuno ha permesso di vedere le cose da nuovi punti di vista, non si puo' parlare di contributi specifici, perche' i 18 saggi hanno lavorato insieme, in un continuo scambio e confronto.

''Tutti siamo responsabili di tutto - afferma la studiosa - di ogni scritto, di ogni aspetto ciascuno di noi ne e' responsabile. Ci siamo incontrati quattro volte per dibattere e adesso, via e-mail, ci scambieremo il materiale, da questa interazione nascera' il prodotto finale''. Per la Bensalah, lo spirito di armonia nella diversita', che
impronta il lavoro del gruppo dei 18 saggi dovra' ''rappresentare in nuce'' il vero spirito della futura Fondazione, ''in nome di un autentico dialogo euromediterraneo''.
(Cim/Pe/Adnkronos)

 

 

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