UE: PARLANO I PADRI DELLA 'CARTA' EUROMEDITERRANEA =
QUASI
PRONTO IL RAPPORTO DEI 'SAGGI' SUL DIALOGO (di Luana
Cimino)
Bruxelles, 15 set. - (Adnkronos/Aki) - Liberta' di espressione,
diritto alla conoscenza, uguaglianza, solidarieta': sono questi
i principi cardine che animeranno la futura Fondazione Euromediterranea,
a giudicare dalla discussione svolta in questi giorni a Bruxelles
dai 18 membri (tutti intellettuali europei e del mondo arabo)
di un gruppo di saggi selezionato dal Presidente della Commissione
Europea Romano Prodi.
La Fondazione, di cui erano state gettate le fondamenta alla Conferenza
euromediterranea di Valencia dell'aprile 2002, ha ricevuto un
forte impulso nel maggio scorso al vertice dei ministri degli
Esteri dell'Unione Europea a Heraklion, in Grecia ed e' ora sostenuta
dalla presidenza italiana dell'Ue. La Fondazione, che avra' l'obiettivo
di promuovere il dialogo euro-mediterraneo, sara' composta e finanziata
da 35 paesi (i 25 dell'Ue allargata piu' Marocco, Algeria, Tunisia,
Egitto, Libano, Turchia, Siria, Autorita' Palestinese, Israele
e Giordania.
Ancora non e' stata fissata una data di riferimento per l'avvio
della Fondazione (anche se di recente il capo della rappresentanza
italiana, ambasciatore Umberto Vattani, ha affermato che la presidenza
italiana dell'Ue punta alla fine dell'anno). Si stanno tuttavia
gia' delineando i principi chiave che la definiranno, grazie al
lavoro dei 18 saggi (tra cui anche Umberto Eco e Tullia Zevi),
i quali hanno avviato la realizzazione di un rapporto sulla Fondazione
che sara' presentato il 13 ottobre ad Alessandria d'Egitto.
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KHADER, IL PERICOLO DEI RECIPROCI PREGIUDIZI
(Adnkronos/Aki) - ''La Fondazione - spiega all'ADNKRONOS INTERNATIONAL
lo psicanalista e scrittore algerino Malek Chebel, uno dei saggi
- e' il punto cruciale degli esperti'', incaricati di crearne
il fondamento progettuale ed intellettuale. ''L'esigenza di un'organizzazione
per lo scambio culturale - aggiunge un altro dei
saggi, il palestinese Bichara Khader, attualmente direttore del
Centro di ricerca sugli studi Arabi dell'Universita' Cattolica
di Lovanio , in Belgio - si e' acuita soprattutto dopo l'11 settembre,
quando e' cominciata una vera e propria creazione di nemici immaginari,
una proliferazione continua di reciproci pregiudizi e stereotipi
tra le due
sponde del Mediterraneo che hanno falsato la percezione della
cultura araba, riconducendola al fondamentalismo di certe organizzazioni
terroristiche''. D'altra parte, ''anche del mondo occidentale
e' stata filtrata un'immagine sbagliata e limitante - prosegue
il professore - che ha creato una spaccatura culturale preoccupante
per la sicurezza e la pace''.
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CHEBEL, I PRIMI DESTINATARI SONO I GIOVANI
(Adnkronos/Aki) - ''I valori di uguaglianza, liberta' pensiero,
solidarieta' e diritto alla conoscenza sono condivisi universalmente,
da popoli culturalmente diversi'' spiega Chebel. ''Quello che
ciascuno di noi deve capire - aggiunge - e' che essi toccano trasversalmente
tutte le tematiche della quotidianita', dal Nord al Sud del mondo.
E' alla luce di questi valori fondamentali che ogni problematica
(dall'immigrazione, alla discriminazione sessuale e culturale,
dal diritto all'educazione alla liberta' d'informazione) deve
essere affrontata''.
Cosi' lo scambio interculturale tra i 35 paesi dell' Euromediterraneo
potra' essere veramente ''interattivo'', grazie anche a quella
che Chebel definisce ''fertilizzazione culturale incrociata''.
''I primi destinatari della Fondazione sono i giovani, le future
generazioni - tiene a precisare lo scrittore - vero vettore per
il dialogo culturale''. Ed e' anche per loro che il rapporto del
gruppo di alto livello ha come obiettivi prioritari l'educazione
dei ragazzi, il metodo e i contenuti dell'insegnamento scolastico;
la mobilita' giovanile, vacanze-studio, gemellaggi e i media,
conclude Chebel.
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BENSALAH, NELLA DIVERSITA' LE FONDAMENTA DELLA FONDAZIONE
(Adnkronos/Aki) - La co-presidente del gruppo di saggi, la marocchina
Assia Alaoui Bensalah, del Centro studi strategici di Rabat, spiega
all'ADNKRONOS INTERNATIONAL come ''la diversita' di esperienze
sociali, di background intellettuale, di provenienza geografica
dei membri del gruppo di alto livello abbia dato vita ad una vera
alchimia e a delle nuove dinamiche'' che si esprimeranno con voce
unisona e concorde. Bensalah sottolinea che la diversita' di approccio
di ciascuno ha permesso di vedere le cose da nuovi punti di vista,
non si puo' parlare di contributi specifici, perche' i 18 saggi
hanno lavorato insieme, in un continuo scambio e confronto.
''Tutti siamo responsabili di tutto - afferma la studiosa - di
ogni scritto, di ogni aspetto ciascuno di noi ne e' responsabile.
Ci siamo incontrati quattro volte per dibattere e adesso, via
e-mail, ci scambieremo il materiale, da questa interazione nascera'
il prodotto finale''. Per la Bensalah, lo spirito di armonia nella
diversita', che
impronta il lavoro del gruppo dei 18 saggi dovra' ''rappresentare
in nuce'' il vero spirito della futura Fondazione, ''in nome di
un autentico dialogo euromediterraneo''.
(Cim/Pe/Adnkronos)