Il bilancio generale dell'Unione Europea è l'atto che autorizza
il finanziamento annuale di tutte le attività comunitarie
(interne ed esterne). La sua compilazione e approvazione è
regolamentata da una procedura complessa che copre oltre la metà
dell’anno (da marzo a dicembre) che precede l’esercizio
cui si riferisce e che associa la Commissione, il Parlamento Europeo
ed il Consiglio dei Ministri.
Il procedimento inizia a febbraio, con la presentazione degli
orientamenti che si intendono seguire per la predisposizione del
bilancio di previsione. Seguono le "due letture" dell’
Autorità di bilancio (Consiglio e Parlamento) e con l'ausilio
di vari "Triloghi" e "Concertazioni" si arriva,
in dicembre, all'adozione finale da parte del Parlamento Europeo.
In caso di circostanze inevitabili, eccezionali o impreviste
si può ricorrere a bilanci rettificativi che sono soggetti
alle stesse norme di procedura del bilancio generale.
Le disposizioni normative generali che disciplinano tutta la
"procedura di bilancio" sono contenute, principalmente,
nel Trattato, nell’ancora vigente Accordo Interistituzionale
del 6 maggio 1999 sulla disciplina e procedura di bilancio e nel
Regolamento finanziario.
Il bilancio di previsione comunitario si presenta con uno stato
di previsione per ciascuna delle cosiddette “Piccole Istituzioni”
(solo spese di funzionamento e di personale) ed uno per la Commissione
che è suddiviso in 31 attività di intervento.
Questa suddivisione, che risponde al criterio dell’Activity
Based Budgeting (ABB), mira a rafforzare la trasparenza e la buona
gestione finanziaria, in particolare sotto il profilo dell’efficacia
e dell’efficienza, individuando chiaramente e direttamente
i centri di costo e consentendo una misurazione della spesa secondo
il relativo oggetto.
Le spese seguono, comunque, la classificazione in "obbligatorie"
e "non obbligatorie". Le prime sono quelle che l’Autorità
di bilancio è tenuta ad iscrivere in bilancio per permettere
alla Comunità di rispettare le sue obbligazioni interne
ed esterne, quali risultano dal Trattato e dagli atti approvati
in virtù dello stesso.
Il bilancio comunitario, una volta adottato, viene eseguito dalla
Commissione e dalle altre Istituzioni. Il regolare svolgimento
di tale gestione viene raccomandato dal Consiglio e certificato
dal Parlamento europeo attraverso la procedura annuale di "scarico
dei conti".
Il Bilancio attualmente in esecuzione è quello riferito
all’esercizio 2006 ed è l’ultimo che ha fatto
riferimento alle Prospettive Finanziarie 2000-2006.
Detto Bilancio, in volume globale, prevede stanziamenti d’impegno
per 121.191 milioni di euro, pari all’1,09% del RNL comunitario,
e 111.969 milioni di euro di pagamento, pari all’1,01% del
RNL.
Il finanziamento delle spese iscritte nel bilancio comunitario
è garantito dalle entrate che sono messe a disposizione
dagli Stati membri.
Esse sono composte da:
- Risorse tradizionali (diritti doganali, prelievi agricoli e
contributo zucchero);
- Risorsa IVA, determinata dalla applicazione di un’aliquota
uniforme valida per tutti gli Stati membri;
- Risorsa PNL che deriva dall’applicazione di un’aliquota,
determinata durante la procedura di bilancio, alla somma del PNL
di tutti gli Stati membri.
L’obiettivo dell’Italia nel processo decisionale
di adozione del bilancio è quello di contribuire, nel corso
del negoziato, a concludere positivamente tale procedura e nel
contempo a sostenere le nostre priorità; quelle "storiche"
nei settori ben conosciuti (agricoltura e Fondi strutturali),
quelle che richiedono un rafforzamento o almeno una conferma delle
loro dotazioni finanziarie quali i programmi interni, le azioni
in favore delle reti TEN, la ricerca, le azioni a favore dell'immigrazione,
dell'asilo e della gestione delle frontiere esterne, cultura ed
informazione e tutti gli altri interventi che contribuiscono allo
sviluppo economico e sociale del nostro Paese e comunque dell’Unione
Europea nel suo contesto generale.