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23 marzo 2005 – L’Opinione

Il Dialogo ritrovato
George W. Bush e l’Unione Europea

La visita del Presidente Bush a Bruxelles, la sua partecipazione al tavolo del Consiglio Europeo, ha segnato una tappa cruciale nel dialogo transatlantico e ha permesso di passare in rassegna i principali temi dell’agenda internazionale dopo un periodo contraddistinto da incomprensioni e fratture con alcuni membri dell’Unione. Sembrano ora lontani i giorni in cui dai Palazzi di Washington giungevano messaggi che distinguevano tra vecchia e nuova Europa. I commenti che si raccolgono a Bruxelles sono improntati all’ottimismo. Vi è una netta percezione che i disaccordi verificatisi a seguito dell’intervento in Iraq comincino a lasciare spazio ad una stagione di collaborazione.
Il Presidente Bush e si suoi colleghi europei hanno affrontato i problemi più scottanti dello scacchiere internazionale, mettendo l’enfasi su ciò che li unisce. Sull’Iraq, il Presidente americano ha accolto positivamente l’impegno dell’Unione europea a formare 800 funzionari civili iracheni nel campo della giustizia penale, della polizia e dell’amministrazione penitenziaria, ed ha evitato di porre sul tavolo la richiesta di impegni militari che certo avrebbe evidenziato le divergenze ancora esistenti. L’impegno nel campo della formazione, deciso a Bruxelles alla vigilia del Vertice, ha rappresentato la premessa per l’annuncio, durante la visita di Bush il 22 febbraio, della convocazione congiunta di una Conferenza internazionale sull’Iraq.
La maggiore comprensione reciproca sui temi iracheni, ha permesso a USA e UE di riaffermare con forza il sostegno alla tabella di marcia (road map) per il processo di pace in Medio Oriente fino al ritiro israeliano da Gaza.
In questo clima più disteso delle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico è sembrato possibile anche un riavvicinamento sulla politica verso l’Iran e sull’opportunità del negoziato, di incentivi economici e di una disponibilità a favorire – a certe condizioni - l’adesione di Teheran all’OMC.
Anche per i Balcani sembra profilarsi un nuovo impegno degli Stati Uniti, per avviare una discussione sugli standard e sullo stato finale del Kosovo, che potrebbe produrre interessanti sviluppi a partire dai prossimi mesi.

Una caratteristica dell’“offensiva diplomatica” di Bush è stata rappresentata da un lato dalla concentrazione su alcuni temi politici all’origine delle principali divergenze transatlantiche, e dall’altro dall’aver lasciato ai margini dell’agenda i temi economici. Una scelta funzionale al buon esito della visita, ma che ha lasciato immutata l’esigenza di discutere in maniera sostanziale alcune questione spinose nei rapporti economici transatlantici, come i sussidi ad Airbus e Boeing per la costruzione di grandi aeromobili civili. Le priorità dell’agenda politica della missione presidenziale a Bruxelles hanno dunque prodotto di fatto una sospensione dei contenziosi economici e commerciali, che potrebbe ora lasciare il campo ad un maggiore spirito di compromesso.

Temi economici e Africa saranno al centro dell’agenda del prossimo vertice UE-USA, che dovrebbe tenersi a giugno. Le premesse poste il 22 febbraio sono l’auspicio per una nuova fase di crescita e di dialogo tra Washington e Bruxelles.

Rocco Cangelosi
Ambasciatore presso la UE


 


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