Repubblica Italiana

ItalianoFrancaisNouveautèsRechercher
Rapprèsentation Permanente de L'Italia Aupres du l'Union Europèenne


La RapresèntationActualitèServicesIstitution EuropèennesItalie en Belgique

20 September 2007
IL SOLE 24 ORE - Deregulation per le reti - di Adriana Cerretelli

 

Il mercato dell'energia I NUOVI ASSETTI EUROPEI
Deregulation per le reti       
Separazione tra produzione e trasporto - Mosca: pronti a ritorsioni - IL PIANO UE Prevista la creazione di un'Agenzia europea Deroghe temporanee ai nuovi gasdotti provenienti da Paesi terzi  
Adriana Cerretelli     
       
Adriana Cerretelli BRUXELLES. Dal nostro inviato Per tutti separazione proprietaria effettiva tra l'attività di produzione e quella di trasporto di gas ed elettricità: per le società pubbliche e private, europee e non europee che intendano operare nell'Unione. Due le opzioni per realizzare l'unbundling: o la separazione patrimoniale con la scissione del gruppo in due parti distinte oppure il mantenimento della nuda proprietà accompagnato però dall'affidamento della gestione della rete a un operatore indipendente, sotto il controllo delle Autorità regolamentari nazionali, indipendenti e con poteri rafforzati. L'unbundling si applicherà solo alla rete di trasporto, non a quella di distribuzione.  Una clausola di salvaguardia nei confronti dei Paesi terzi, la Russia di Gazprom come l'Algeria di Sonatrach per intendersi, prevede che ad essi siano applicate esattamente le stesse regole vigenti dentro l'Unione: per poter comprare partecipazioni più o meno consistenti nelle reti di trasporto dell'energia dovranno quindi ottenere una certificazione ad hoc, dimostrando di essere a tutti gli effetti "unbundled", cioè di non cumulare attività di produzione e trasporto di energia. In ogni caso non potranno acquistare partecipazioni di controllo della rete, se non nel quadro di accordi bilaterali da stipulare con l'Unione. Tutti potranno investire nelle reti europee, anche fondi pensione e "fondi sovrani" ma non fino a ottenerne il controllo. Sono questi i punti salienti del terzo pacchetto per la liberalizzazione e integrazione del mercato europeo dell'energia presentato ieri a Bruxelles dal presidente della Commissione José Barroso insieme a Andris Piebalgs e Neelie Kroes, responsabili rispettivamente all'Energia e alla Concorrenza. Immediata la reazione di Mosca. Viktor Khristenko, il ministro dell'Energia ha dichiarato che «la Russia è contraria alle liste nere». Più esplicito Konstantin Kosachev, presidente della commissione affari internazionali della Duma: «Visto che il nostro accesso all'economia europea viene limitato, faremo lo stesso con i partner stranieri negli stessi settori strategici». Riservandosi di dare più avanti un giudizio sul pacchetto, in un comunicato Gazprom, più diplomatica, ha mandato a dire: «Siamo un fornitore affidabile e un grosso investitore nelle infrastrutture che portano il gas in Europa. Condividiamo l'obiettivo Ue della sicurezza a lungo termine delle forniture di energia».  Prevedibile la reazione irritata della Russia come del resto quella di Francia e Germania che non hanno mai nascosto, insieme ad altri paesi dell'Unione, la loro opposizione al modello di liberalizzazione proposto da Bruxelles. Barroso comunque ieri ha difeso con sicurezza la propria linea affermando che «porrà fine alla frammentazione del mercato europeo, garantirà la sicurezza degli approvvigionamenti, stimolerà gli investimenti nelle reti e negli impianti, porterà a una riduzione delle tariffe». All'immediata levata di scudi che la sua proposta di unbundling ha suscitato anche nei grandi gruppi europei come Eon, Rwe, Gdf ed Edf, ha replicato affermando che «il principio è stato approvato al vertice di marzo da tutti i Governi dell'Unione, anche se nulla si è deciso sulla sua effettiva applicazione». E non ha nascosto che «i negoziati si annunciano molto difficili». Secondo Piebalgs l'accordo potrebbe essere trovato già alla fine dell'anno prossimo, sotto la presidenza di turno francese. Una volta approvato, gli Stati membri avranno un anno e mezzo per trasporre le direttive nel proprio ordinamento e un altro anno per rendere effettiva la separazione proprietaria dei rispettivi gruppi. In caso di proprietà pubblica, si dovranno creare due entità indipendenti, affidate per esempio alla gestione di due enti o ministeri doversi.  Insieme al rafforzamento dei poteri delle Autorità di regolamentazione nazionale che dovranno vegliare sull'effettiva indipendenza dei gestori della rete, è prevista la creazione di un'Agenzia europea con il compito di favorire la cooperazione tra i regolatori nazionali e intervenire sulle controversie trasfrontaliere.     

 

Torna alla Home Page