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New - 3 March 2008

 

 

CLIMA: 27 DIVISI SU PIANO CO2 MA UNITI VERSO COPENAGHEN/ANSA
PECORARO SCANIO, MANCA DIRETTIVA SU EFFICIENZA ENERGETICA

(di Patrizia Lenzarini) (ANSA) - BRUXELLES, 3 MAR - I 27 ministri dell'Ambiente europei sono divisi sul percorso da seguire per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, ma concordano sull'obiettivo finale: arrivare uniti al vertice di Copenaghen da cui uscirà un accordo globale in favore del clima. E' quanto è emerso dal confronto politico dei partner europei oggi a Bruxelles - per l'Italia Alfonso Pecoraro Scanio - sulle proposte di lotta contro il cambiamento climatico ed il pacchetto sulle energie rinnovabili. Un dibattito che ha messo in evidenza che il percorso da Bali a Copenaghen si presenta irto di ostacoli: dal calendario dei lavori al blocco dei nuovi Stati membri che chiedono di ridurre l'onere a loro carico, dal timore delle delocalizzazioni per perdita di competitività. Ma c'é anche la convinzione comune che se l'Ue si presenta a Copenaghen senza un accordo sarà totalmente screditata. I 27 si stanno muovendo all'interno dell'intesa raggiunta dai capi di Stato e di governo nel marzo 2007, che prevede di ridurre a livello europeo del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020, rispetto ai livello del 1990, e di portare al 20% i consumi energetici da fonti rinnovabili. Il 23 gennaio scorso la Commissione ha definito i target nazionali per ciascun Paese. La posizione italiana è chiara. "Noi abbiamo ribadito - ha spiegato Pecoraro Scanio - il sostegno del nostro Paese sia al pacchetto di misure sul cambiamento climatico, sia alla riforma del sistema di scambio delle emissioni". Proprio oggi il ministro ha del resto consegnato al commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas il piano nazionale di allocazione delle emissioni di CO2 al settore industriale definitivamente siglato il 28 febbraio dal ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico. Pecoraro Scanio ha però messo in guardia: "per raggiungere gli obiettivi bisognerà seriamente porre la questione dei tagli delle emissioni di CO2 anche "ai settori dei trasporti, dell'abitazione e dell'agricoltura". Non solo. L'Italia ha puntato il dito sull'assenza di una iniziativa legislativa nel settore del risparmio e dell'efficienza energetica. "Manca - ha detto il ministro - una direttiva per il taglio degli sprechi, ossia è indispensabile una vera direttiva sull'efficienza energetica". Sull'idea poi di stoccare l'anidride carbonica nel sottosuolo o nel fondo degli oceani, l'Italia ritiene che la ricerca debba andare avanti ma con grande attenzione alla sicurezza. Quanto ai biocarburanti, c'é la preoccupazione che "non derivino da procedimenti ambientali e sociali devastanti". Al pari dell'Italia, tutti i partner europei hanno sollevato le loro riserve, ma il commissario Dimas ha voluto essere rassicurante: "il piano - ha detto - è completamente compatibile" con la crescita dell'economia e la creazione di posti di lavoro. Bruxelles studierà inoltre una proposta avanzata dalla Svezia per tener conto sia di una ripartizione degli oneri tra i 27 più equa e solidale sia delle situazioni specifiche nazionali, come quella dei piccoli Stati. In definitiva però è un messaggio di ampia convergenza che i ministri alla fine dei lavori hanno inviato ai leader europei sugli obiettivi generali da raggiungere per il clima, con un'attenzione particolare a competitività, energie rinnovabili, biodiversità e sulla necessità di avere un accordo internazionale alla fine del 2009 a Copenaghen.(ANSA).

 


 

 

 

 

 

 


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