UE: RIFORMA OCM, L'ITALIA ALLA GUERRA DEL VINO / MA PRIME APERTURE DOPO INCONTRO CON COMMISSIONE E PRESIDENZA
BRUXELLES, 17 DIC - L'Italia è partita in 'guerra' a Bruxelles per dare un futuro alla propria produzione di vino in Europa, ma al termine della prima giornata di trattative, e dopo un confronto a porte chiuse tra il ministro per l'agricoltura Paolo De Castro, la commissaria Ue Mariann Fischer Boel e il presidente portoghese Jaime Silva, l'impressione - dicono gli uomini vicino al ministro - "é che ci hanno preso sul serio". I toni positivi registrati dalla delegazione italiana al termine della trilaterale, e soprattutto una certa apertura rispetto alle prime cifre dei finanziamenti nazionali che dovrebbero essere destinati all'Italia, sembrano di buon augurio, ma per esserne certi bisognerà attendere la proposta concreta - nero su bianco - nella secondo bozza di compromesso che la presidenza portoghese dell'Ue intende presentare nel pomeriggio di domani. Al momento nessuno vuole scoprire le carte ma De Castro ha tenuto a sottolineare che già in due recenti occasioni - prima a Lisbona, poi a Bruxelles - il presidente Romano Prodi si è confrontato sull'ocm vino con il presidente di turno della Commissione europea José Manuel Durao Barroso. Si tratta infatti di accordare alla commissaria Fischer Boel un margine di manovra maggiore in materia di bilancio per poter compensare l'Italia di fronte al rifiuto di 20 stati membri di abbandonare l'arricchimento dei vini con zucchero di barbabietola. I viticoltori italiani, che per legge non possono praticare lo zuccheraggio, si troverebbero discriminati di fronte ai concorrenti europei che, in assenza di sole, possono aumentare il grado alcolico dei prodotti con zucchero a basso costo. L'Italia quindi chiede di poter mantenere aiuti europei cospicui per i mosti di vino: contributi che secondo gli esperti tra il 2000 e il 2005 sono stati in media pari a 120 milioni di euro l'anno ma che verrebbero circa dimezzati per tener conto della volontà di Bruxelles di ridurre il livello europeo di arricchimento dei vini. Fonti comunitarie confermano che una proposta positiva di aumento dei finanziamenti Ue (sarebbero alcune decine di milioni) è stata fatta all'Italia, quindi un passo nella buona direzione. Il ministro De Castro è stato però chiaro: "l'intera proposta di riforma della Commissione europea - ha spiegato ai cronisti - aveva una sua logica se si manteneva il divieto allo saccarosio, nel momento in cui si reintroduce la possibilità di utilizzarlo è evidente che ci vogliono forte compensazioni in quanto noi non possiamo accettato lo status quo, quanto meno vogliamo un miglioramento". Anche se sull'etichettatura - ha aggiunto De Castro - ho fatto presente che ci sembra ridicolo indicare "aggiunta di mosto", essendo concentrato di uva. "L'etichettatura che indica la presenza di saccarosio ci vede favorevoli", a condizioni che non si apra la scatola di Pandora. La delegazione italiana sta lavorando ancora su altri punti negoziali su cui non ha ancora avuto le assicurazioni richieste, mentre su altri aspetti come il contenimento dell'estirpazione é già stato fatto un buon lavoro. Per il ministro il punto centrale resta lo zuccheraggio: "Farlo rientrare dalla finestra - dice - non è una questione banale, anche perché rispetto alla riforma precedente c'é stato un commissario che è andato a dire in tutta Europa di volerne il divieto, che noi troviamo coerente con gli obiettivi di qualità".(ANSA).