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Rapprèsentation Permanente de L'Italia Aupres du l'Union Europèenne


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New - 14 December 2007



UE: EUROPA RIPARTE, MISSIONE E RUOLO GUIDA IN KOSOVO / DOPO FIRMA NUOVO TRATTATO, PRIMA DURA SFIDA PER EUROPEI

BRUXELLES, 14 DIC - Con l'inchiostro delle firme dei 27 ancora fresco sul nuovo Trattato di riforma, l' Europa prova a ripartire, dopo un lungo stallo di due anni, scendendo in campo in prima linea per affrontare una delle grane diplomatiche più intricate degli ultimi anni. Sul Kosovo, l' Unione Europea vuole avere un "ruolo guida" e oggi a Bruxelles i capi di Stato e di governo hanno deciso l'invio di una forza civile di 1800 uomini nell' attuale provincia serba (ancora per poco in vista della dichiarazione unilaterale di indipendenza prevista intorno a marzo) destinata a sostituire quella dell'Onu (Unmik) e ad affiancarsi ai contingenti militari europei che costituiscono il nucleo della Kfor, la forza militare della Nato. La decisione di oggi, presa al Consiglio europeo che ha chiuso la presidenza di turno portoghese, segna il rientro dell' Unione europea su un dossier internazionale con una forza e una determinazione che si erano persi da quando i 27 si erano infilati nel tunnel della crisi successiva alla bocciatura della costituzione da parte di francesi e olandesi. L' Europa non è risorta oggi, il giorno dopo la firma del trattato a Lisbona. I problemi sono ancora molti e la strada da percorrere è ancora lunga e piena di ostacoli. Ma è significativo che questa decisione sia stata presa nonostante molti malumori e una ampia e articolata diversità di opinioni. Cipro è contraria al riconoscimento del Kosovo. Spagna, Romania, Slovacchia e Grecia continuano ad avere molte riserve. Altri Paesi rimangono tiepidi. Eppure, con una concretezza e un pragmatismo nuovi, oggi l'Ue ha fatto una scelta precisa e coraggiosa - anche se ci vorranno ancora alcuni mesi prima che la missione diventi operativa sul terreno - decidendo di assumersi in pieno le sue responsabilità in una sfida simbolo negli equilibri nuovi che si stanno formando nel mondo di inizio millennio. D'altra parte, l'Europa che è nata ieri a Lisbona (il Trattato inizierà a entrare in vigore nel 2009, ma il nuovo spirito sembra già cominciare a dare i suoi primi effetti) sarà molto diversa da quella che conoscevamo fino a ieri. Sarà probabilmente meno stabile (e meno prevedibile) e con equilibri variabili che si costruiranno di volta in volta su singole iniziative. Sarà l'Europa delle geometrie variabili costruite su una base di fondo comune, con cooperazioni rafforzate che vedranno all'opera gruppi di Paesi ogni volta diversi. Sarà importante essere pronti a salire sul treno in corsa, a partecipare e a condividere le nuove idee e i nuovi progetti. In questo senso l'Italia di Romano Prodi e Massimo D'Alema sembra partita con il piede giusto. In Kosovo l'Italia ha già un ruolo da protagonista con uno dei contingenti più nutriti, insieme alla Germania, nella Kfor ed è pronta, in caso di necessità, ad inviare nuovi uomini. Ma, così come la Nuova Europa si costruirà giorno dopo giorno, iniziativa dopo iniziativa, anche il dossier Kosovo dovrà essere seguito con attenzione e cautela, fantasia e comprensione per le diverse esigenze di serbi e kosovari. I prossimi mesi saranno decisivi e durissimi. Sulla piccola provincia kosovara, grande come l' Abruzzo, si scontrano i divergenti interessi di Usa e Russia e rivendicazioni e odi antichi, gli stessi che hanno portato i Balcani a più di un conflitto nell'ultimo decennio. Compito dell' Europa, della Nuova Europa, è quello di evitare che la regione precipiti nuovamente nell'abisso della guerra. E' un compito da far tremare i polsi, ma sul quale l'Europa può misurare le sue capacità e le sue ambizioni negli scenari internazionali. (ANSA).


 


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