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Rapprèsentation Permanente de L'Italia Aupres du l'Union Europèenne


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New - 6 December 2007

 

KOSOVO: D'ALEMA, INVIARE AL PIU' PRESTO MISSIONE UE / DECISIONI CHIARE A VERTICE, IMPEGNO RILEVANTE ANCHE PER ITALIA

BRUXELLES, 6 DIC - L'Unione europea deve inviare "al più presto" la propria missione civile e di polizia in Kosovo e l'Italia chiede ai partner di assumere gi> à, nel Consiglio Ue della prossima settimana, "una decisione, un orientamento chiaro". Al termine di un incontro bilaterale con il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, dedicato soprattutto al Kosovo e all'Iran, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema rileva che la discussione sul nuovo statuto della provincia serba secessionista è giunta "in una fase molto delicata" ed è necessario che l' Ue agisca in tempi rapidi, mantenendo "la massima unita" ' tra tutti gli Stati membri. ''E' in arrivo il rapporto della troika (Ue-Usa-Russia) che constata l'impossibilità di trovare un accordo tra le parti. Bisogna quindi vedere - osserva D'Alema, parlando con i giornalisti a Bruxelles dove partecipa alla ministeriale esteri della Nato - come governare questa fase che si apre. Ritengo che al più presto debba essere presa la decisione per inviare in Kosovo la missione europea. Dobbiamo garantire stabilità e aiutare lo sviluppo democratico, economico e civile". La decisione, per D'Alema, deve essere assunta già al Vertice dei capi di Stato e di governo della Ue, venerdì 14 dicembre. "Ci vuole un orientamento chiaro, poi i tempi saranno quelli tecnici: si tratta di dispiegare 1.800 uomini, è un impegno rilevante, anche per l'Italia". La missione europea, civile e di polizia, dovrà subentrare all'Unmick dell'Onu, sotto il cui protettorato il Kosovo si trova dal 1999. Si insedierà a fianco della presenza militare della Nato, che schiera nella provincia serba 16.450 uomini nella missione Kfor. I ministri degli esteri dell'Alleanza Atlantica domani confermeranno il mantenimento della Kfor. "La presenza della Nato resta un elemento essenziale. Il fatto che non ci sia un accordo tra le parti, mantiene in vigore la risoluzione 1244 che la legittima", afferma il ministro. D'Alema ritiene che l'11 dicembre, un giorno dopo la presentazione del rapporto della troika all'Onu, non ci sarà una dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo, ma che questa eventualità debba essere considerata. "E' auspicabile - dice - che venga concordata, anche nella data, con la Ue e il gruppo di contatto. E' questo l'appello a Pristina che arriva dagli europei". Altrettanto importante, per il vice premier, è "mantenere il dialogo con Belgrado per evitare tensioni e mantenere viva la prospettiva europea per la Serbia". A chi preconizza scenari catastrofici, D'Alema risponde che è possibile "disporre le cose in modo da fronteggiare i possibili scenari per evitare quelli più catastrofici". "Ci rivolgiamo alle leadership di Pristina e Belgrado proprio perché agiscano con prudenza: se ci si rivolge con equilibrio gli uni agli altri - ragiona D'Alema - si eviteranno gli scenari peggiori". L'Italia ha una grossa responsabilità anche perché la riunione del Consiglio di sicurezza del 19 dicembre sul Kosovo sarà sotto la sua presidenza. "Anche per questo - spiega il ministro - era importante una consultazione con gli Usa". Con la Rice, D'Alema ha parlato anche di Iran, alla luce del rapporto dell'Intelligence americana, ma non dell'inviato speciale per l'Afghanistan. "Ma ne parleremo certamente nelle prossime discussioni", riferisce D'Alema."Purtroppo sono arrivato in ritardo, per via del traffico e per problemi di volo ed ho dovuto andare all'essenziale".(ANSA).


 


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