Apc-SCUOLA/ UDC: GOVERNO INTERVENGA PER ISTITUTO ITALIANO
IN BELGIO
Dionisi scrive a Fini: nostri ragazzi non studiano nostra storia
Strasaburgo, 09 mar. (Apcom) - Armando Dionisi, capodelegazione
dell'Udc al Parlamento europeo, ha scritto al ministro degli Esteri
Fini, al ministro dell'Istruzione Moratti, agli ambasciatori in
Belgio e presso l'Ue Macchia e Cangelosi e al direttore dell'Istituto
Italiano di Cultura in Belgio, Pia Luisa Bianco, per denunciare
la mancanza di una scuola italiana a Bruxelles e la chiusura progressiva
delle sezioni italiane della > scuola europea nei confronti
dei cittadini che non lavorano nelle istituzioni Ue.
Lo comunica una nota dell'ufficio dell'europarlamentare a Strasburgo.
Prendendo spunto dalla polemica nata in questi giorni sulla chiusura
di alcune sezioni di lingua italiana della Scuola europea, a seguito
degli articoli pubblicati dal Corriere della Sera, Dionisi sottolinea
che "il vero problema in Belgio consiste nella totale assenza
di istituti scolastici in grado di garantire un'istruzione in
italiano".
"Gli italiani - scrive Dionisi nella sua lettera - rappresentano
la seconda comunità straniera del paese, ma non esiste
alcun istituto scolastico che garantisca l'apprendimento nella
nostra lingua madre, se si eccettua la Schola Europea, il cui
accesso é però negato a gran parte degli italiani
che lavorano nella capitale d'Europa e contribuiscono con il loro
impegno al prestigio dell'Italia".
"Il problema è di ordine non solo linguistico, ma
soprattutto culturale e sociale", continua l'eurodeputato,
sottolineando che "la dimensione della comunità italiana
in Belgio supera le 300.000 persone, senza contare l'imprecisata
quantità di immigrati di seconda e terza generazione. Negare
ai nostri ragazzi la possibilità di studiare la storia
e la cultura italiana, significa privare le prossime generazioni
della parte migliore della nostra identità".
La lettera si conclude con l'invito ai ministri e alle autorità
diplomatiche a "cercare opportune soluzioni", ricordando
che "tutelare il diritto all'educazione e il valore della
famiglia significa difendere il cemento dell'Unione europea di
oggi e di domani."