UN DIRITTO DEI CITTADINI, UN DOVERE DELL’UNIONE
EUROPEA
I cittadini europei hanno il diritto di ricevere
dalle Istituzioni comunitarie e, in particolare dalla Commissione
europea, informazioni e documentazione nella propria lingua.
Il principio della pari dignità di tutte
le lingue ufficiali degli Stati membri dell’Unione Europea
rappresenta un elemento essenziale del processo di integrazione
e deve rigorosamente applicarsi ai documenti di prioritario interesse
per i cittadini e per gli utenti dei Paesi membri, quali in particolare
quelli riguardanti il reclutamento del personale, i bandi di gara
e altre comunicazioni di interesse dei cittadini, così
come, più in generale, tutte le informazioni disponibili
sui siti telematici delle istituzioni comunitarie.
Conformemente alle istruzioni del Governo italiano,
la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione
Europea a Bruxelles è incaricata di vigilare sul rispetto
di questo principio di uguaglianza e di promuovere l’uso
della lingua italiana nelle Istituzioni europee, contrastando
qualsiasi tentativo di istituire dei regimi linguistici ridotti,
discriminatori nei confronti della lingua italiana.
I cittadini italiani che dovessero incontrare
difficoltà ad ottenere informazioni o documentazione nella
propria lingua, potranno rivolgersi ai competenti Servizi delle
Istituzioni comunitarie. Per quanto riguarda in particolare la
Commissione Europea, l’eventuale indisponibilità
di testi in lingua italiana dovrà essere segnalata alla
Direzione Generale Traduzione della stessa Commissione.
La traduzione verso la propria lingua è un diritto,
previsto dal Trattato che istituisce la Comunità europea,
ed è un servizio che i Paesi membri ed i loro cittadini
si aspettano anche come corrispettivo dei contributi versati al
bilancio comunitario.