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Rapprčsentation Permanente de L'Italia Aupres du l'Union Europčenne


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Fondi strutturali

 

Lo sviluppo armonioso dell'insieme della Comunità e la riduzione del divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e del ritardo delle regioni meno favorite costituiscono il nucleo della politica di coesione dell'Unione. La perequazione territoriale e quella tra settori ed attività economiche, nonché un elevato livello di occupazione e protezione sociale e il miglioramento del tenore di vita sono tra i principali obiettivi di tutta la Comunità che la politica regionale sintetizza e sviluppa.
La politica regionale dell'Unione Europea è fondata sulla solidarietà: una parte dei contributi degli Stati membri al bilancio comunitario è devoluta alle regioni e ai ceti sociali più deboli.

I Fondi strutturali sono quattro:

        • il Fondo europeo di sviluppo regionale
        • il Fondo sociale europeo
        • lo Strumento finanziario di orientamento della pesca
        • il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia

e sono finalizzati al perseguimento di alcuni obiettivi prioritari:


· 70% degli stanziamenti è destinato allo sviluppo delle regioni più arretrate, dove si concentra il 22% della popolazione dell'UE (Obiettivo 1);


· 11,5% alla riconversione economica e sociale di zone con problemi strutturali, in cui vive il 18% della popolazione europea (Obiettivo 2);


· il 12,3% all'ammodernamento dei sistemi di formazione e di avviamento al lavoro (Obiettivo 3) nelle regioni che non rientrano nell'Obiettivo 1, dove queste misure sono già contemplate dalle strategie di sviluppo messe in atto.


Per l'eligibilità, l'obiettivo 1 riguarda le regioni il cui prodotto interno lordo pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria mentre le regioni dove si applica l'obiettivo 2 sono quelle aventi problemi strutturali la cui riconversione e economica e sociale deve essere favorita e la cui popolazione o superficie sono sufficientemente significative.


I Fondi e gli obiettivi

Sono state inoltre avviate quattro Iniziative comunitarie, volte a individuare soluzioni comuni a problematiche specifiche, con uno stanziamento complessivo pari al 5,35% del bilancio previsto per i Fondi strutturali:
· la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale (Interreg III);
· lo sviluppo sostenibile delle città e dei quartieri degradati (Urban II);
· lo sviluppo rurale promosso dagli operatori locali (Leader+);
· la lotta contro le disuguaglianze e le discriminazioni nell'accesso al mercato del lavoro (Equal).
L'Agenda 2000, adottata a Berlino il 25 marzo 1999, ha posto le basi per la corrente fase della programmazione dei Fondi strutturali, che prevede un totale di 213 miliardi di euro per il finanziamento delle azioni comunitarie nel periodo 2000-2006.

L'Italia e i Fondi

Le Regioni italiane del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) rientrano tutte nell'Obiettivo 1 dei Fondi strutturali. Gli interventi finanziati con le risorse comunitarie in queste Regioni sono definiti dal Quadro Comunitario di Sostegno (QCS), un documento plurifondo che descrive la strategia di sviluppo del Mezzogiorno con il concorso dei quattro fondi strutturali.
Il Quadro comunitario di sostegno si articola in 14 programmi operativi, di cui 7 regionali (POR), uno per ciascuna delle 6 regioni dell'obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), cui si aggiunge il Molise, l'unica regione italiana in sostegno transitorio; e 7 nazionali (PON), gestiti dalle Amministrazioni centrali: “Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, alta formazione”; "La scuola per lo sviluppo”; “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno”; “Sviluppo locale”; “Trasporti”; “Pesca" e "Assistenza tecnica".

L'Obiettivo 2 dei fondi strutturali (le Regioni italiane del centro-nord) mira a favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali.
L'ammissibilità alle risorse dei fondi (FESR e FSE) per l'obiettivo 2 riguarda le seguenti aree (tra parentesi i relativi criteri):
1. zone industriali (tasso di disoccupazione superiore alla media comunitaria, percentuale posti di lavoro nel comparto industriale superiore alla media comunitaria, flessione occupazione nel settore industriale);
2. zone rurali (scarsa densità di popolazione/tasso elevato di occupazione agricola, abbinati ad un elevato tasso di disoccupazione o diminuzione della popolazione);
3. zone urbane (che soddisfino uno dei seguenti criteri: elevato tasso di disoccupazione di lunga durata, elevato livello di povertà, ambiente degradato, criminalità e delinquenza, basso livello d'istruzione);
4. zone dipendenti dalla pesca (quota significativa di occupati nel settore della pesca e diminuzione dei posti di lavoro in questo settore).

L'Obiettivo 3 dei fondi strutturali mira a favorire l'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione ed occupazione e prevede interventi finanziari in regioni non interessate dall'obiettivo 1. Le Regioni italiane ammesse sono quelle del centro-nord, l'Abruzzo e le Province Autonome di TRENTO e di BOLZANO.

Risorse

Obiettivo 1: 23.959 milioni di €, inclusive dei 201 milioni di euro destinati al sostegno transitorio della Regione Molise.

Obiettivo 2: 2.145 milioni di €, oltre a 377 milioni di € per il sostegno transitorio alle aree già oggetto di intervento comunitario nel precedente periodo di programmazione;

Obiettivo 3: 3.744 milioni di €.

 

Gestione

I Fondi strutturali non vengono assegnati direttamente a progetti scelti dalla Commissione europea. Definite di comune intesa le grandi priorità di un programma di sviluppo, la selezione dei progetti e la loro gestione è di competenza esclusiva delle autorità nazionali e regionali. Questo crescente decentramento è una delle principali novità della fase in corso. I progetti approvati vengono sovvenzionati in parte con fondi nazionali (pubblici o privati) e in parte con fondi europei. Ma il contributo dell'Unione (i cui programmi sono sempre finanziati un misto di risorse comunitarie e nazionali) si aggiunge a quello dei singoli Stati membri per superare i limiti imposti dalle loro capacità finanziarie. Sono quindi le Regioni a gestire e a spendere le risorse loro assegnate.
Per avere informazioni sui bandi di gara, occorre rivolgersi direttamente alle autorità regionali:

www.regioni.it


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