Il Dialogo ritrovato
George W. Bush e l’Unione Europea
La visita del Presidente Bush a Bruxelles, la sua partecipazione
al tavolo del Consiglio Europeo, ha segnato una tappa cruciale
nel dialogo transatlantico e ha permesso di passare in rassegna
i principali temi dell’agenda internazionale dopo un periodo
contraddistinto da incomprensioni e fratture con alcuni membri
dell’Unione. Sembrano ora lontani i giorni in cui dai Palazzi
di Washington giungevano messaggi che distinguevano tra vecchia
e nuova Europa. I commenti che si raccolgono a Bruxelles sono
improntati all’ottimismo. Vi è una netta percezione
che i disaccordi verificatisi a seguito dell’intervento
in Iraq comincino a lasciare spazio ad una stagione di collaborazione.
Il Presidente Bush e si suoi colleghi europei hanno affrontato
i problemi più scottanti dello scacchiere internazionale,
mettendo l’enfasi su ciò che li unisce. Sull’Iraq,
il Presidente americano ha accolto positivamente l’impegno
dell’Unione europea a formare 800 funzionari civili iracheni
nel campo della giustizia penale, della polizia e dell’amministrazione
penitenziaria, ed ha evitato di porre sul tavolo la richiesta
di impegni militari che certo avrebbe evidenziato le divergenze
ancora esistenti. L’impegno nel campo della formazione,
deciso a Bruxelles alla vigilia del Vertice, ha rappresentato
la premessa per l’annuncio, durante la visita di Bush il
22 febbraio, della convocazione congiunta di una Conferenza internazionale
sull’Iraq.
La maggiore comprensione reciproca sui temi iracheni, ha permesso
a USA e UE di riaffermare con forza il sostegno alla tabella di
marcia (road map) per il processo di pace in Medio Oriente fino
al ritiro israeliano da Gaza.
In questo clima più disteso delle relazioni tra le due
sponde dell’Atlantico è sembrato possibile anche
un riavvicinamento sulla politica verso l’Iran e sull’opportunità
del negoziato, di incentivi economici e di una disponibilità
a favorire – a certe condizioni - l’adesione di Teheran
all’OMC.
Anche per i Balcani sembra profilarsi un nuovo impegno degli Stati
Uniti, per avviare una discussione sugli standard e sullo stato
finale del Kosovo, che potrebbe produrre interessanti sviluppi
a partire dai prossimi mesi.
Una caratteristica dell’“offensiva diplomatica”
di Bush è stata rappresentata da un lato dalla concentrazione
su alcuni temi politici all’origine delle principali divergenze
transatlantiche, e dall’altro dall’aver lasciato ai
margini dell’agenda i temi economici. Una scelta funzionale
al buon esito della visita, ma che ha lasciato immutata l’esigenza
di discutere in maniera sostanziale alcune questione spinose nei
rapporti economici transatlantici, come i sussidi ad Airbus e
Boeing per la costruzione di grandi aeromobili civili. Le priorità
dell’agenda politica della missione presidenziale a Bruxelles
hanno dunque prodotto di fatto una sospensione dei contenziosi
economici e commerciali, che potrebbe ora lasciare il campo ad
un maggiore spirito di compromesso.
Temi economici e Africa saranno al centro dell’agenda
del prossimo vertice UE-USA, che dovrebbe tenersi a giugno. Le
premesse poste il 22 febbraio sono l’auspicio per una nuova
fase di crescita e di dialogo tra Washington e Bruxelles.
Rocco Cangelosi
Ambasciatore presso la UE